La sindaca di Viterbo, Chiara Frontini, ha visitato la casa circondariale Nicandro Izzo del capoluogo, a seguito dei gravi episodi che hanno profondamente colpito la comunità cittadina. L'iniziativa giunge dopo un incendio divampato nella notte tra sabato e domenica scorsi, che ha causato l'intossicazione di 23 persone e, nella stessa notte, il decesso di un detenuto.

I disordini sono iniziati quando alcuni detenuti della sezione protetta del carcere hanno appiccato il fuoco a diversi materassi. Il fumo tossico sprigionatosi ha invaso l'intera sezione, coinvolgendo 23 persone tra reclusi, agenti di polizia penitenziaria e lo stesso comandante del corpo, tutti trasportati in ospedale per accertamenti e cure.

Parallelamente, approfittando della situazione di emergenza, un detenuto straniero di 29 anni si è tolto la vita impiccandosi nella sua cella, situata in un altro reparto della struttura.

Accolta dalla direttrice Daniela Minelli, la sindaca Frontini ha avuto modo di confrontarsi con la direzione dell'istituto sulle criticità emerse e sulle esigenze della struttura. In tale occasione, ha ribadito la piena disponibilità dell'amministrazione comunale a mantenere un dialogo costante con tutte le istituzioni coinvolte, riconoscendo il ruolo integrante del carcere nella comunità viterbese.

La posizione della sindaca e il ringraziamento alle forze dell'ordine

In merito agli accadimenti, Chiara Frontini ha dichiarato: “Quanto accaduto negli ultimi giorni richiama tutti a una riflessione profonda sulle condizioni del sistema penitenziario e sulla necessità di garantire sicurezza, dignità e adeguato supporto sia alle persone detenute sia al personale che opera negli istituti.

A nome della città di Viterbo, desidero esprimere la mia vicinanza a chi è stato coinvolto e il mio ringraziamento alle donne e agli uomini che, anche nei momenti più difficili, continuano a svolgere il proprio lavoro con professionalità e senso dello Stato”.

La comunità di Viterbo è stata profondamente colpita dagli eventi, che hanno messo in luce la complessità della gestione delle strutture penitenziarie e l'urgenza di interventi mirati per assicurare condizioni di sicurezza e tutela per tutti coloro che vi operano e vi risiedono.

Dettagli sull'incendio e l'intervento dei soccorsi

L'incendio, di origine dolosa secondo i primi riscontri, si è sviluppato nella sezione precauzionale del carcere Nicandro Izzo.

Le operazioni di soccorso si sono concluse nella notte, intorno alle 00.35 del 26 luglio 2026. Il bilancio definitivo dell'emergenza ha confermato il trasporto in ospedale di 23 persone – nello specifico 17 detenuti e 6 agenti della polizia penitenziaria – per accertamenti e cure dovute all'inalazione di fumo.

Tra i feriti, un detenuto in condizioni più gravi è stato trasferito in codice rosso all'ospedale Santa Rosa di Viterbo, dove altri sei reclusi sono stati ricoverati in codice giallo. Gli altri coinvolti hanno riportato sintomi lievi o sono stati assistiti direttamente sul posto prima di eventuali trasferimenti.

L'Ares 118 ha attivato un imponente dispositivo di soccorso, inviando due automediche, quattro ambulanze avanzate e il Nucleo maxi emergenze, predisponendo un posto medico avanzato a Orte. Le forze dell'ordine stanno attualmente conducendo accertamenti per ricostruire l'esatta dinamica degli episodi e accertare le eventuali responsabilità.