A Bologna, il 23 luglio, Yossra Fakir, nipote di Abderrahim Fakir, ha rilasciato una dichiarazione pubblica toccante, ricordando lo zio come «un uomo buono» e chiedendo con fermezza che venga fatta piena luce sulle circostanze della sua morte. Abderrahim Fakir, 42 anni, è deceduto il 19 luglio nel quartiere Pilastro del capoluogo emiliano, mentre veniva immobilizzato dalla polizia.

La nipote ha espresso la piena fiducia della famiglia nella magistratura e un profondo rispetto per le indagini in corso. Tuttavia, ha ribadito con forza l'esigenza di chiarezza e giustizia per il suo congiunto.

«La verità è una sola. Abderrahim Fakir era un uomo buono, e la sua vita aveva valore», ha dichiarato Yossra Fakir, sottolineando l'importanza di non ridurre la sua esistenza a un mero fatto di cronaca. «Noi ci affidiamo alla magistratura. Abbiamo rispetto per le indagini e le istituzioni e proprio per questo chiediamo piena luce su quello che è successo. Chiediamo chiarezza, verità, giustizia. Noi non staremo in silenzio, ma continueremo a raccontare la persona che era, a difendere il suo nome e a custodire la sua memoria, perché merita rispetto, verità e giustizia e soprattutto merita umanità. Dietro un nome c'era una persona, dietro una notizia c'era una vita che aveva un valore».

Il ricordo di Abderrahim Fakir e la richiesta di verità

Attraverso un video diffuso dai legali della famiglia, Yossra Fakir ha voluto offrire un ritratto intimo dello zio, prendendo le distanze da qualsiasi polemica politica. Ha enfatizzato che la vicenda di Abderrahim «non è una storia da archiviare», ma piuttosto la storia di una vita che «ha lasciato un segno profondo in chi ha avuto la fortuna di conoscerlo». La nipote ha descritto lo zio come una persona gentile, educata e sempre pronta ad aiutare il prossimo, «mettendosi sempre a disposizione degli altri e veramente sempre con il cuore in mano».

Fiducia nella magistratura e impegno della famiglia

La famiglia Fakir ha reiterato la sua piena fiducia nel lavoro dei magistrati, ma ha anche riaffermato con determinazione la richiesta di chiarezza, verità e giustizia riguardo alle precise circostanze che hanno portato alla morte di Abderrahim.

Yossra Fakir ha assicurato che la famiglia non rimarrà in silenzio e si impegnerà a continuare a difendere il nome e a custodire la memoria dello zio. Ha voluto ribadire il valore della sua vita e il rispetto che gli è dovuto, in attesa che le indagini in corso facciano piena luce su quanto accaduto il 19 luglio nel quartiere Pilastro di Bologna.