A Giffoni Valle Piana, durante la 56ª edizione del Giffoni Film Festival, è stata esposta la teca contenente i resti dell'auto di scorta del giudice Giovanni Falcone, la Quarto Savona 15. L'iniziativa, promossa dall'Associazione DonatoriNati della Polizia di Stato, ha rievocato l'attentato di Capaci del 23 maggio 1992. In quell'occasione, persero la vita Antonio Montinaro, capo scorta, gli agenti Vito Schifani e Rocco di Cillo, e i magistrati Giovanni Falcone e Francesca Morvillo. L'esposizione mira a mantenere viva la memoria e a trasmettere il valore della legalità alle nuove generazioni.

Il messaggio di legalità al Giffoni Film Festival

Alla cerimonia hanno partecipato il prefetto di Salerno Francesco Esposito, il questore Giancarlo Conticchio, il direttore del Giffoni Film Festival Jacopo Gubitosi e il presidente regionale dell’Associazione DonatoriNati Tommaso Delli Paoli, insieme ad altre autorità. Gubitosi ha sottolineato l'impegno cinquantennale di Giffoni nel promuovere la legalità, offrendo ai giovani una testimonianza importante. Delli Paoli ha enfatizzato l'importanza del ricordo. Il prefetto Esposito ha ribadito che la teca illustra la ferocia della mafia e il sacrificio di chi l’ha combattuta. Ha definito Giffoni il luogo ideale per formare le coscienze, sottolineando che la legalità si costruisce ogni giorno attraverso comportamenti, rispetto delle regole e il coraggio di non voltarsi dall’altra parte.

La Quarto Savona 15: simbolo di memoria e impegno

La Quarto Savona 15, una Fiat Croma blindata, è divenuta un simbolo potente della lotta alla mafia e della memoria delle sue vittime. L’Associazione Quarto Savona Quindici, fondata da Tina Montinaro, vedova del capo scorta Antonio Montinaro, promuove il progetto “Dal Sangue versato al Sangue Donato”, che mira a trasformare il sacrificio per la democrazia in un messaggio di solidarietà concreta.