L'imprenditore ed ex giornalista Valter Lavitola è stato accusato di strage nell'ambito dell'indagine della Direzione distrettuale antimafia (Dda) sull'attentato al giornalista Sigfrido Ranucci. L'episodio, avvenuto nella notte tra il 16 e il 17 ottobre 2025 a Campo Ascolano, frazione di Pomezia, ha colpito la villetta dove il conduttore di Report risiede con la sua famiglia. Il difensore di Lavitola, l'avvocato Sergio Cola, ha riferito che il suo assistito è "sconvolto per le accuse" mosse, sottolineando lo "stretto e fraterno rapporto di amicizia" che lega Lavitola a Ranucci, un legame confermato dallo stesso giornalista.

Le accuse e l'avanzamento delle indagini

L'indagine vede Lavitola come il presunto mandante dell'azione dinamitarda. Le forze dell'ordine hanno eseguito una perquisizione nella sua abitazione, sequestrando dispositivi elettronici come computer e cellulare. Le gravi accuse contestate includono, oltre alla strage, anche detenzione, porto e uso di ordigno esplosivo, minaccia e danneggiamento, aggravati dal metodo mafioso, e associazione mafiosa. Queste imputazioni sono formulate in concorso con un'altra persona la cui identità non è stata ancora rivelata.

Nel corso delle investigazioni, sono già stati arrestati quattro individui – Pellegrino D’Avino, Marika De Filippi, Saverio Musone e Antonio Passariello – in diverse località tra la Campania e Avellino.

Questi arresti sono stati resi possibili grazie a un'approfondita analisi dei tabulati telefonici e alle immagini catturate da una telecamera sulla statale Pontina, che ha ripreso una Fiat 500 X noleggiata in Campania.

Il legame tra Lavitola e Ranucci e i possibili moventi

Il rapporto di amicizia tra Valter Lavitola e Sigfrido Ranucci è noto e risale al 2019. Lo stesso Ranucci ha confermato questa conoscenza, esprimendo incredulità riguardo alla possibilità che Lavitola possa avergli arrecato danno. Gli investigatori stanno esplorando diverse ipotesi per il movente dell'attentato. Tra le piste considerate vi sono vecchie inchieste di Report che riguardano l'area geografica degli arrestati, oltre a un articolo del 2023 che documentava un incontro a cena tra Lavitola e Ranucci.

Lavitola, 60 anni, ha un passato giudiziario che include condanne per sottrazione di finanziamenti pubblici e altri reati, come estorsioni e appalti illeciti a Panama. L'interrogatorio di Lavitola presso la procura di Roma è considerato un momento cruciale per l'avanzamento dell'indagine.