Nuove e approfondite indagini sono state disposte dalla giudice Elisa Campagna per fare piena luce sulla tragica morte di Evelin Moori Chamorro, la trentenne di origini peruviane deceduta un anno fa a Genova. La donna perse la vita precipitando dal sesto piano nella tromba delle scale dell’edificio in cui risiedeva, situato in salita superiore della Noce, nel quartiere di San Martino. La decisione della giudice arriva dopo che il pubblico ministero Giuseppe Longo aveva richiesto l’archiviazione del caso, non riscontrando responsabilità a carico del compagno della vittima, Marlo Stephano V. C., il quale era stato indagato per omicidio preterintenzionale e difeso dagli avvocati Chiara Mariani e Luca Barontini.
La giudice ha accolto l’opposizione presentata dai familiari di Evelin, assistiti dagli avvocati Paolo e Andrea Costa, ritenendo necessarie ulteriori verifiche. Tra le misure ordinate spicca una dettagliata ricostruzione dinamico-biomeccanica della caduta, fondamentale per "verificare se sia effettivamente compatibile con una caduta accidentale in assenza di un intervento di terzi". Questo passaggio è cruciale per stabilire la dinamica esatta degli eventi che hanno portato alla tragedia.
Le Nuove Indagini e le Testimonianze Discordanti
Oltre alla perizia sulla caduta, il provvedimento della giudice impone agli investigatori di procedere con il sequestro del telefono cellulare della vittima, un elemento che non era stato analizzato al momento dei fatti.
Sarà inoltre indispensabile acquisire i tabulati telefonici non solo del cellulare di Evelin, ma anche di quelli del fratello e della cognata. Queste acquisizioni sono mirate a risolvere le significative divergenze emerse tra le diverse testimonianze riguardo all’orario esatto del rientro a casa di Evelin la sera della tragedia.
Secondo la versione fornita dal compagno indagato e dai suoi familiari, che condividevano lo stesso appartamento, la lite che avrebbe preceduto la caduta sarebbe scoppiata in modo repentino, immediatamente dopo l’arrivo di Evelin nell’abitazione. Al contrario, i parenti della donna sostengono che Evelin fosse rientrata a casa circa un’ora prima dell’incidente fatale. Chiarire questa sequenza temporale è di primaria importanza per la ricostruzione complessiva del caso.
Le nuove indagini, che dovranno essere completate entro un termine di quattro mesi, mirano a fornire un quadro più completo e preciso degli eventi. Il compagno della vittima, il cui telefono era già stato oggetto di intercettazione dopo i fatti, ha sempre fermamente dichiarato la propria innocenza in merito alla morte di Evelin Moori Chamorro.