La Procura della Repubblica di Cosenza ha disposto l'autopsia sulla salma di Michele Rago, il venticinquenne originario di Brindisi di Montagna (Potenza), deceduto il 21 luglio scorso a Mongrassano, nel Cosentino. Il giovane operaio ha perso la vita mentre era impegnato nella manutenzione di una pala eolica all'interno del parco "Aria del vento". Il sostituto procuratore Marco Mattia, titolare del fascicolo d’inchiesta, ha aperto un procedimento con l’ipotesi di reato di omicidio colposo, attualmente a carico di ignoti. La Procura ha inoltre incaricato due consulenti per l'esame autoptico, mirato a chiarire le dinamiche del tragico incidente.

L'incarico per l'esame autoptico è stato fissato per il giorno successivo all’ordinanza, alle ore 10, presso la Procura. Il pubblico ministero ha nominato quali consulenti tecnici d’ufficio il medico legale Berardo Cavalcanti e l’anatomo‑patologo Vannio Vercillo. I familiari della vittima — il padre Salvatore, la madre Marianna Pecora e il fratello Gioele — sono assistiti dal legale di fiducia, l’avvocato Marco Oliverio del Foro di Cosenza. Michele Rago stava lavorando a un’altezza compresa tra i 60 e i 70 metri quando, per cause che l’indagine deve ancora chiarire, sarebbe rimasto incastrato negli ingranaggi dei motori dell'impianto eolico.

Le indagini e i prossimi passi

L’indagine per accertare le cause dell’incidente è affidata al sostituto procuratore Marco Mattia e ai carabinieri della Compagnia di San Marco Argentano.

La pala eolica coinvolta nel sinistro è stata sottoposta a sequestro per consentire gli accertamenti tecnici necessari. La salma di Michele Rago si trova attualmente nell’obitorio dell’ospedale di Cosenza, in attesa che venga eseguita l'autopsia. Successivamente, il corpo farà rientro in Basilicata per i funerali, che saranno preceduti da una messa commemorativa nei pressi del parco di Mongrassano, luogo della tragedia.

Il contesto lavorativo e la questione sicurezza

Michele Rago era impiegato per una multinazionale tedesca specializzata nel settore eolico, azienda che in Calabria operava in regime di subappalto. Con lui lavorava una decina di altri corregionali. La sua morte ha riacceso il dibattito sulla sicurezza nei luoghi di lavoro, con un'unanime levata di scudi da parte dei sindacati che chiedono interventi urgenti e maggiori controlli.

La CGIL ha sollecitato l’eliminazione della norma che consente il subappalto a cascata e l’introduzione di una patente a punti per le imprese in materia di sicurezza. La CISL lucana ha evidenziato la necessità di investimenti massicci in prevenzione e di controlli più capillari. L’UGL ha richiamato l'attenzione sulla carenza di ispettori, mentre la UIL ha insistito sull'importanza di una formazione più capillare per tutti gli attori coinvolti nel mondo del lavoro.