A Pietracatella, il 30 luglio 2026, si è svolto un sopralluogo di fondamentale importanza nell’ambito delle indagini sulle tragiche morti per avvelenamento che hanno colpito la famiglia Di Vita. L'operazione, che ha visto la partecipazione congiunta di specialisti del prestigioso Robert Koch Institute di Berlino, della Polizia italiana e della Polizia tedesca, rappresenta un passo cruciale per fare luce sui decessi avvenuti lo scorso dicembre.

La procuratrice di Larino, Elvira Antonelli, ha chiarito che l'attività di accertamento non darà un risultato immediato.

I numerosi tamponi prelevati durante il sopralluogo dovranno infatti essere processati e analizzati in Germania, presso le strutture altamente specializzate del Robert Koch Institute. Questa scelta evidenzia la complessità delle analisi richieste e la necessità di avvalersi delle migliori competenze disponibili a livello internazionale per identificare con precisione le cause dei decessi.

L'Indagine nella Casa Di Vita e la Ricerca della Ricina

Il fulcro dell'intervento si è concentrato sulla casa della famiglia Di Vita, dove gli esperti hanno meticolosamente cercato tracce di ricina. Questa sostanza, un potente veleno, è fortemente sospettata di aver causato la morte di Sara Di Vita e di sua madre, Antonella Di Ielsi, avvenute nel dicembre precedente.

La presenza congiunta di forze investigative e scientifiche di due nazioni sottolinea la gravità del caso e la determinazione delle autorità nel ricostruire l'esatta dinamica degli eventi.

Le operazioni sono state condotte con la massima cautela e professionalità. Gli specialisti impegnati nel sopralluogo hanno indossato materiali idonei alla protezione individuale, essenziali per prevenire qualsiasi rischio di contaminazione ambientale. Tali dispositivi erano disponibili esclusivamente per il personale direttamente coinvolto nelle attività sul posto, a garanzia della loro incolumità.

Trasparenza e Monitoraggio a Distanza

Per assicurare la massima trasparenza e permettere a tutte le parti interessate di seguire l'andamento degli accertamenti, la procura ha messo a disposizione attrezzature e mezzi tecnici avanzati.

Grazie a questi strumenti, indagati, parti offese, avvocati e consulenti di parte hanno potuto monitorare i sopralluoghi da remoto. Questa modalità operativa ha consentito una partecipazione indiretta ma completa, garantendo che ogni fase dell'ispezione fosse visibile e documentata.

Inoltre, tutte le operazioni svolte all'interno dell'abitazione sono state interamente filmate. Questa registrazione video costituisce un elemento probatorio fondamentale e una documentazione esaustiva di ogni passaggio dell'attività investigativa, rafforzando ulteriormente la trasparenza del processo e la possibilità di successive verifiche.

Collaborazione Internazionale e Tempi di Risposta

La decisione di affidare al Robert Koch Institute di Berlino il compito di processare i tamponi raccolti non è casuale.

L'istituto è rinomato per le sue competenze e tecnologie all'avanguardia nell'individuazione e nell'analisi di sostanze tossiche e agenti patogeni, inclusa la ricina. Questa collaborazione internazionale è cruciale per ottenere risultati affidabili e inequivocabili in un'indagine così delicata.

Come sottolineato dalla procuratrice Antonelli, i tempi per ottenere i risultati delle analisi non saranno brevi. La natura complessa delle ricerche e la necessità di procedure rigorose richiedono un'attesa prolungata, ma indispensabile per la validità scientifica degli accertamenti. Il sopralluogo di Pietracatella si configura quindi come una fase essenziale di un'inchiesta articolata e di ampio respiro, che prosegue con la massima attenzione e sinergia tra le autorità italiane e tedesche per definire le responsabilità e le dinamiche delle morti avvelenate.