Il ministro della Giustizia, Carlo Nordio, ha annunciato l'avvio di interventi strutturali volti a risolvere i problemi di approvvigionamento idrico nel carcere della Dozza a Bologna. L'annuncio, rilasciato il 28 luglio 2026, giunge in risposta alle segnalazioni che evidenziavano significative difficoltà nell'accesso all'acqua per i detenuti e il personale della struttura penitenziaria, sottolineando l'urgenza di migliorare le condizioni all'interno dell'istituto.
Interventi per l'approvvigionamento idrico
Gli interventi previsti si concentreranno sul miglioramento delle infrastrutture idriche interne al carcere, con l'obiettivo primario di garantire una fornitura continua e adeguata di acqua.
Questa decisione segue un periodo in cui la scarsità di acqua all'interno della Dozza aveva generato notevole preoccupazione tra la popolazione carceraria e il personale. Il ministro Nordio ha ribadito la necessità di agire con prontezza, affermando che "è necessario intervenire con urgenza per assicurare condizioni dignitose a chi vive e lavora nella struttura". Ha inoltre assicurato che i lavori saranno avviati nel più breve tempo possibile per ristabilire la normalità nella gestione quotidiana del carcere.
Il ruolo del carcere della Dozza
La Casa Circondariale di Bologna, comunemente conosciuta come carcere della Dozza, rappresenta una delle principali strutture penitenziarie dell'Emilia-Romagna.
La struttura ospita sia detenuti in attesa di giudizio sia condannati in via definitiva, svolgendo un ruolo centrale nel sistema carcerario regionale. Situata nella zona est della città di Bologna, la Dozza è stata negli ultimi anni al centro dell'attenzione per le sue condizioni di vivibilità e per l'esigenza di adeguamenti infrastrutturali. Tra questi, la gestione delle risorse idriche è emersa come una priorità, come confermato dal recente annuncio del ministro Nordio.