È stato fissato per il 26 ottobre, presso la Corte d’Assise d’appello di Milano, il processo di secondo grado bis a carico di Alessandro Impagnatiello. L’ex barman è stato condannato all’ergastolo per l’omicidio della fidanzata Giulia Tramontano, incinta di sette mesi, avvenuto il 27 maggio 2023. La giovane fu uccisa con trentasette coltellate nella loro abitazione a Senago, in provincia di Milano; il suo corpo fu ritrovato quattro giorni dopo il delitto.
La Corte d’Appello di Milano, nel giugno 2025, aveva confermato la condanna all’ergastolo per Impagnatiello, ma aveva escluso l’aggravante della premeditazione, mantenendo quelle della crudeltà e del vincolo della convivenza.
Tuttavia, la Cassazione, con sentenza del 9 aprile, ha disposto un nuovo processo, limitato alla rivalutazione della premeditazione. La decisione è giunta accogliendo il ricorso della Procura generale milanese. Secondo la Suprema Corte, esistono elementi agli atti che possono “dimostrare che l’idea” di Impagnatiello di uccidere Giulia Tramontano “fosse già emersa molti mesi prima” del 27 maggio 2023.
Le motivazioni della Cassazione e gli elementi chiave
La Cassazione ha evidenziato come la Corte d’Appello avrebbe trascurato di valutare l’incremento della somministrazione di veleno per topi, iniziata nel dicembre 2022 e intensificatasi “proprio nell’ultimo mese e mezzo” prima dell’omicidio. Inoltre, la Suprema Corte ha sottolineato che l’“intenzione omicidiaria”, anche nel giorno del delitto, potrebbe essere ricondotta “a qualche ora prima”.
I giudici hanno rilevato “fratture” nelle motivazioni del verdetto di secondo grado, ritenendo fondata la “collocazione temporale dell’insorgenza del proposito criminoso dalle ore 15 alle 19” del giorno dell’omicidio e la “comprovata finalizzazione della condotta di somministrazione della sostanza tossica, tenuta sin dal dicembre 2022”.
Tra gli elementi da riconsiderare vi sono anche le ricerche online effettuate da Impagnatiello su “veleni letali”, “veleni mortali fatti in casa” e, in particolare, la ricerca del 7 gennaio 2023 su “quanto veleno per topi è necessario per uccidere una persona? Veleni inodori e insapori”. La Suprema Corte ha stabilito che la sentenza d’appello dovrà essere riesaminata tenendo conto dei “principi di diritto” indicati e del “complessivo svolgimento dei fatti relativi al rapporto tra imputato e vittima” dal dicembre 2022, con particolare riguardo al pomeriggio del 27 maggio 2023.
Il contesto processuale e le reazioni
Nel procedimento in Cassazione sono intervenuti, oltre alla Procura generale milanese, l’avvocata Samanta Barbaglia per l’imputato e il legale Nicodemo Gentile, che assiste Franco Tramontano, padre di Giulia. La decisione della Corte d’Appello di escludere la premeditazione aveva generato forte indignazione tra i familiari della vittima. Chiara Tramontano, sorella di Giulia, aveva manifestato pubblicamente la propria rabbia sui social dopo la sentenza, scrivendo: “Vergogna, vergogna. La chiamano legge ma si legge disgusto”.
Il nuovo processo d’appello bis avrà come unico obiettivo la rivalutazione dell’aggravante della premeditazione, mentre la condanna all’ergastolo per Alessandro Impagnatiello rimane ferma.
Il procedimento si concentrerà sugli elementi e sui principi individuati dalla Cassazione, esaminando attentamente le azioni e le intenzioni dell’imputato nei mesi precedenti e nelle ore immediatamente antecedenti il tragico delitto.