I lavori per la Pedemontana piemontese, un’infrastruttura strategica dal valore complessivo di circa 384 milioni di euro, hanno preso il via con l’inaugurazione che ha visto la partecipazione del ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica, Gilberto Pichetto Fratin. L’opera, attesa da decenni, promette di trasformare la connettività e l’economia delle province di Biella, Vercelli e Novara.
Il progetto prevede la realizzazione di un nuovo collegamento stradale di circa 15 chilometri, essenziale per il tessuto economico e sociale del Piemonte orientale.
Questo tracciato sarà dotato di quattro svincoli principali, strategicamente posizionati a Masserano, Roasio, Gattinara e Ghemme, facilitando l’accesso e la mobilità in un’area finora caratterizzata da direttrici prevalentemente verticali.
Durante la cerimonia di avvio, il ministro Pichetto Fratin ha espresso una profonda soddisfazione per l’inizio di questo ambizioso progetto. “Potete immaginare la mia soddisfazione quando Salvini è arrivato in Consiglio dei ministri e mi ha detto che avrebbe finanziato l’opera,” ha dichiarato il ministro, sottolineando l’importanza del sostegno ricevuto. “Un’infrastruttura del genere cambia pelle ai territori: finora eravamo abituati a viaggiare lungo direttrici verticali, da nord a sud, mentre con la Pedemontana piemontese avremo un collegamento orizzontale.”
Questa nuova arteria viaria è destinata a rivoluzionare i tempi di percorrenza, consentendo, ad esempio, di raggiungere Varese da Biella in meno di un’ora.
Un beneficio che, secondo il ministro, avrà un impatto significativo sull’economia locale e sulle relazioni interprovinciali, creando nuove sinergie e opportunità per cittadini e imprese.
Un’opera complessa per una mobilità migliorata
Il progetto della Pedemontana piemontese non si limita alla costruzione di nuovi tratti stradali, ma include una serie di interventi mirati a migliorare l’intera infrastruttura viaria e idraulica della zona. Tra le opere previste, spiccano l’ottimizzazione del viadotto sul fiume Sesia e l’adeguamento del viadotto Rovasenda, interventi cruciali per garantire una maggiore sicurezza idraulica e strutturale. Saranno inoltre realizzati ulteriori lavori di regimazione idraulica lungo l’intero tracciato, fondamentali per la stabilità e la durabilità dell’opera.
Un altro aspetto rilevante è la delocalizzazione del campo base in un’area industriale dismessa a Ghislarengo, una scelta che riflette l’attenzione alla sostenibilità e al riutilizzo delle risorse esistenti. L’opera è stata unanimemente definita strategica per la mobilità e la competitività del territorio, con l’obiettivo primario di generare nuove opportunità di sviluppo economico e sociale per le comunità coinvolte.
La lunga attesa e la visione di un futuro connesso
Il ministro Pichetto Fratin, originario del Biellese, ha condiviso un ricordo personale che evidenzia la lunga storia e l’importanza di questa infrastruttura. “Da abitante del territorio – ha sottolineato –, e da memoria storica di questi luoghi, ringrazio il ministro Matteo Salvini per l’avvio delle opere alla Pedemontana piemontese: parte del tracciato di cui parliamo oggi l’ho fatto a piedi negli anni ’70 e passava in mezzo ad una discarica.” Questo aneddoto sottolinea il contrasto tra il passato e il futuro che l’opera rappresenta, un futuro di modernità e connessione.
Il percorso di realizzazione della Pedemontana piemontese è stato lungo e complesso, protraendosi per ben quindici anni prima di giungere al finanziamento definitivo e all’avvio dei lavori, concretizzatosi nel luglio 2026. L’emozione del ministro nel vedere finalmente l’inizio dei cantieri, dopo mezzo secolo dal suo primo contatto con quei luoghi, è palpabile e testimonia la portata storica di questo progetto per il Biellese e le province limitrofe.