L’avvocato Fabrizio Gallo ha lanciato un allarme per la sicurezza di Amir Hossain, unico superstite del triplice omicidio avvenuto a Roma il 26 giugno. Il giovane, la cui famiglia è stata sterminata a colpi di mannaia in via Montiglio, nel quartiere Casalotti, rischia la vita poiché l’autore dell’aggressione, Shahadat Hossain, un cittadino di 43 anni, è ancora in fuga e attivamente ricercato dalle forze dell’ordine.

Gallo ha sottolineato l’urgenza di una tutela per Amir, vittima e testimone oculare della strage. “Amir Hossain, l’unico superstite del massacro del 26 giugno a Roma dove è stata sterminata la sua famiglia a colpi di mannaia, rischia la vita in quanto l’autore dell’aggressione è ancora libero.

Per questo ho chiesto agli inquirenti di predisporre una tutela per lui che ricordo è vittima e testimone oculare di quanto avvenuto”, ha dichiarato il legale. Ha inoltre avanzato la richiesta di nulla osta per le salme delle vittime, affinché Amir possa provvedere al loro trasporto in Bangladesh per le cerimonie funebri. Il giovane, ha aggiunto Gallo, sta affrontando questi giorni con “grande paura”.

La strage di Casalotti e il profilo del ricercato

Il brutale triplice omicidio ha spezzato le vite di Kamal Uddin, di sua moglie Jahan e della loro figlia di appena otto anni, Arowa. Il figlio maggiore della coppia, Amir, è riuscito a salvarsi per un soffio, sfuggendo alla furia dell’assassino che aveva tentato di colpire anche lui prima di dileguarsi a piedi.

Il principale sospettato, Shahadat Hossain, è un cittadino di 43 anni le cui foto sono state diffuse dalla polizia nell’ambito delle incessanti ricerche. Hossain era giunto in Italia da circa sei mesi, ottenendo un permesso di soggiorno per motivi umanitari dalla Questura di Frosinone, e si era stabilito a Roma.

Le tensioni nella comunità e l’inquietante annuncio

Le indagini hanno rivelato che Kamal Uddin aveva inizialmente offerto aiuto a Hossain per integrarsi e trovare alloggio nel quartiere. Tuttavia, nei mesi precedenti alla tragedia, la situazione era degenerata a causa di tensioni crescenti. La comunità bengalese locale aveva manifestato preoccupazione per il comportamento di Hossain nei confronti della moglie di Kamal, al punto da organizzare un’assemblea straordinaria per discutere il suo allontanamento.

Questo episodio potrebbe aver rappresentato il culmine delle frizioni e un possibile movente per l’azione omicidiaria, sebbene si resti nell’ambito delle ipotesi. Un ulteriore elemento inquietante è un post pubblicato da Hossain sui social media poco prima del delitto, contenente riferimenti sinistri sulla morte e sul desiderio di portare con sé i propri cari.

Le ricerche e l’appello alla giustizia

L’avvocato di Amir Hossain ha reiterato l’appello alle autorità affinché garantiscano la sicurezza del giovane, evidenziando come la sua salvezza sia stata “solo per miracolo”. Le ricerche di Shahadat Hossain proseguono senza sosta su tutto il territorio, con l’impiego anche di droni, nel tentativo di rintracciare il fuggitivo.

Nel frattempo, la famiglia delle vittime è in attesa del nulla osta per poter trasferire le salme in Bangladesh e celebrare i funerali secondo le proprie tradizioni. Da lontano, il padre di Kamal Uddin ha lanciato un accorato appello, chiedendo a gran voce che venga fatta giustizia per il figlio e per tutta la sua famiglia.