Il vicepremier e leader della Lega, Matteo Salvini, ha chiarito che non vi sono pressioni sul presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, riguardo la richiesta di grazia per Mario Roggero, il gioielliere di 72 anni attualmente detenuto nel carcere di Bollate. La dichiarazione è stata rilasciata dopo una visita di un'ora e mezza che Salvini ha effettuato a Roggero il 18 luglio 2026. In tale occasione, il leader leghista ha affermato con decisione: "Noi non facciamo pressione su nessuno, non ci sono attacchi nei confronti di nessuno". Riferendosi alla domanda di grazia presentata dalla moglie di Roggero, Mariangela Sandrone, Salvini ha aggiunto: "Ha fatto bene: sono convinto che possa essere presa in considerazione liberamente, nei tempi e nei modi che vorrà, dal presidente della Repubblica, che è l’unico che può decidere modi, tempi e contenuti".

Il caso Roggero: condanna e aspettative di grazia

Mario Roggero si è costituito presso il carcere di Bollate a seguito di una condanna definitiva a 14 anni e 9 mesi di reclusione. La pena gli è stata inflitta per aver ucciso due rapinatori e ferito un terzo durante una rapina avvenuta nel suo negozio il 28 aprile 2021. Al momento del suo ingresso in carcere, Roggero ha espresso apertamente le sue aspettative, dichiarando: "Mi aspetto la grazia, Mattarella l’ha concessa alla Minetti e a uno scafista". La richiesta formale di grazia è stata presentata dalla moglie, Mariangela Sandrone, la mattina del 18 luglio 2026, allegando contestualmente anche un'istanza per il differimento dell'esecuzione della pena.

L'iter istituzionale per la concessione della grazia

Il ministro della Giustizia, Carlo Nordio, ha avviato l'istruttoria preliminare per valutare l'eventuale concessione della grazia. Questo processo si svolge in stretto coordinamento con la Procura Generale della Corte d'Appello di Torino. È fondamentale sottolineare che la decisione finale spetta esclusivamente al presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, il quale detiene la facoltà di stabilire in piena autonomia i tempi, le modalità e i contenuti del provvedimento di grazia, senza alcuna interferenza esterna.

Il carcere di Bollate: un contesto di reinserimento

Il carcere di Bollate, dove Mario Roggero è attualmente detenuto, è una struttura penitenziaria situata nell'area metropolitana di Milano.

L'istituto è particolarmente noto per i suoi programmi avanzati di reinserimento sociale e lavorativo dei detenuti. Ospita individui condannati per diverse tipologie di reati e si distingue per l'offerta di percorsi di formazione professionale e opportunità di lavoro direttamente all'interno della struttura, con l'obiettivo di favorire un ritorno costruttivo nella società per i suoi ospiti.