Il Tar del Molise ha disposto la sospensione dell’esecutività delle misure previste dal Piano Operativo Sanitario per l’ospedale Caracciolo di Agnone. La decisione accoglie la domanda di misura interinale del Comune di Agnone, ricorrente contro la riconversione della struttura. L’efficacia del Piano resterà sospesa fino alla trattazione in camera di consiglio, fissata per il 15 luglio.
Il sindaco di Agnone, Daniele Saia, anche presidente della Provincia di Isernia, ha definito la decisione "un primo risultato incoraggiante". Saia ha auspicato che la sospensione "apra la strada a un dialogo con gli attori istituzionali per approfondimenti", ribadendo l’obiettivo di "superare il disegno di riconversione, che per noi resta inaccettabile, e trovare reali soluzioni alle attuali debolezze".
Le criticità del Piano Sanitario Regionale
Il ricorso del Comune di Agnone contesta la prevista riconversione dell’ospedale Caracciolo in ospedale di comunità, con conseguente perdita di funzioni ospedaliere. Il Piano Operativo Sanitario 2026-2028, approvato con decreto commissariale n. 62 del 29 aprile 2026, ha introdotto modifiche alla rete ospedaliera regionale, tra cui la chiusura del punto nascita di Isernia e la disattivazione del laboratorio di emodinamica dell’ospedale San Timoteo di Termoli. Tali misure hanno generato ampie contestazioni da parte di amministrazioni comunali, associazioni e cittadini, sfociate in numerosi ricorsi amministrativi al Tar Molise.
La posizione della Regione Molise
La Regione Molise, con una recente delibera di indirizzo politico, ha espresso "profonda perplessità" sul Piano Operativo Sanitario 2026-2028, chiedendone una revisione e provvedimenti attuativi dell’Asrem. Secondo la Giunta, il piano presenta "diversi elementi di criticità" non coerenti con le esigenze della popolazione e con i Livelli Essenziali di Assistenza (LEA). La Regione ha ricordato di aver già trasmesso osservazioni al Commissario, condividendo le preoccupazioni locali. La delibera dispone la trasmissione del provvedimento al Commissario alla sanità, alla Direzione generale per la Salute e all’Avvocatura dello Stato, affinché ne prendano atto per il contenzioso in corso.