Due giovani, rispettivamente di venti e trenta anni, sono stati arrestati a Torino dai Carabinieri in seguito a un’operazione che ha portato al sequestro di diverse tipologie di sostanze stupefacenti e di ben trentadue bombole di protossido di azoto. Quest’ultimo, noto anche come “gas esilarante”, è impiegato per indurre un’euforia temporanea ma presenta gravi rischi per la salute se utilizzato al di fuori di contesti medici. L’intervento delle forze dell’ordine è scattato domenica mattina nel quartiere di Mirafiori Sud, quando una pattuglia del Nucleo Radiomobile ha fermato un’autovettura con a bordo tre individui in via Pomaretto.

L'operazione e le perquisizioni

L’atteggiamento particolarmente nervoso di uno degli occupanti del veicolo, già noto alle forze dell’ordine e sprovvisto di documenti d’identità, ha insospettito i militari. Questa circostanza ha condotto a una perquisizione immediata della sua abitazione, situata a breve distanza dal luogo del fermo. All’interno dell’appartamento, i Carabinieri hanno rinvenuto un altro giovane, anch’egli ventenne e già conosciuto dalle autorità. La successiva perquisizione domiciliare ha rivelato un vasto assortimento di illeciti.

Il materiale sequestrato: droga e gas esilarante

Durante l’intervento, le forze dell’ordine hanno sequestrato un quantitativo significativo di sostanze stupefacenti: pastiglie di cannabis, trentasette grammi di ecstasy, trentatré grammi di catinone (comunemente chiamato khat) e ben trecentottantaquattro grammi di ketamina.

Oltre alla droga, sono stati rinvenuti denaro contante, la cui provenienza è ritenuta di natura illecita, e tutto il materiale necessario per il confezionamento delle dosi. L’elemento distintivo dell’operazione è stato il ritrovamento delle trentadue bombole di protossido di azoto, accompagnate da numerosi palloncini, strumenti tipicamente utilizzati per l’inalazione del gas.

Accuse e pericoli del protossido di azoto

I due giovani arrestati dovranno rispondere delle accuse di produzione, traffico e detenzione illecita di sostanze stupefacenti. Attualmente, sono stati trasferiti presso il carcere Lorusso e Cutugno di Torino, a disposizione della Procura torinese che sta coordinando le indagini.

Sul fronte del protossido di azoto, le autorità continuano a ribadire i gravi rischi per la salute connessi al suo utilizzo ricreativo. Sebbene possa indurre un’euforia temporanea, l’inalazione di questo gas al di fuori di un contesto medico controllato può causare danni neurologici permanenti e altre serie complicazioni. La pericolosità di questa pratica è stata più volte evidenziata in diverse operazioni delle forze dell’ordine, che monitorano costantemente il fenomeno per prevenire ulteriori abusi e tutelare la salute pubblica.