Il bilancio delle vittime in Venezuela è salito a 2.295 morti e 11.000 feriti a seguito delle due violente scosse di terremoto che hanno devastato la regione centro-settentrionale del Paese. L'aggiornamento, comunicato il 1° luglio 2026 a Caracas, è stato fornito dal presidente dell’Assemblea nazionale venezuelana, Jorge Rodriguez, che ha dichiarato: "La speranza rimane intatta: continuiamo a scavare per cercare di salvare vite umane".
Il sisma, verificatosi il 24 giugno, ha colpito in modo significativo la capitale Caracas e gli stati limitrofi.
I danni più ingenti si sono registrati nello stato de La Guaira, sulla costa settentrionale, dichiarato zona di disastro e posto sotto controllo militare. Le operazioni di soccorso e recupero proseguono incessantemente, sebbene le speranze di trovare sopravvissuti diminuiscano di giorno in giorno.
La risposta umanitaria e i centri di accoglienza
Per far fronte all'emergenza, le autorità hanno allestito 14 posti di ricovero a La Guaira e ulteriori 55 strutture tra Caracas e le altre aree colpite. Attualmente, 28.380 persone sono ospitate in strutture di accoglienza, ospedali o accampamenti di fortuna. Il terremoto ha lasciato migliaia di individui senza un'abitazione, in attesa di cure mediche urgenti e di un riparo per la notte.
Volontari e operatori delle organizzazioni non governative hanno denunciato le condizioni precarie riscontrate in alcuni centri di accoglienza. Nonostante gli sforzi, la situazione rimane critica a causa dell'elevato numero di persone coinvolte e delle complesse necessità logistiche e sanitarie.
Le operazioni di soccorso e l'impegno istituzionale
Le squadre di soccorso continuano a operare instancabilmente tra le macerie, nella tenue speranza di individuare ulteriori sopravvissuti. Il presidente dell’Assemblea nazionale, Jorge Rodriguez, ha ribadito l'impegno costante delle autorità nel proseguire le ricerche e nel garantire il supporto a chi ha perso la casa o necessita di assistenza medica.
Le istituzioni venezuelane mantengono un monitoraggio costante, avendo dichiarato lo stato di emergenza nelle zone più gravemente colpite e coordinando gli interventi di supporto alla popolazione. L'entità dei danni e il vasto numero di persone coinvolte rendono le operazioni di soccorso e assistenza particolarmente complesse e sfidanti.