La polizia stradale di Genova ha eseguito l'arresto in flagranza di un ventottenne di nazionalità romena, accusato di circonvenzione di incapace. L'uomo, in concorso con la sua compagna e altri soggetti ancora da identificare, avrebbe sfruttato la fragilità di un ex professore di matematica sessantenne, sottraendogli oltre centomila euro in meno di un anno.
La vicenda ha avuto inizio circa quattro anni fa, quando l'ex docente conobbe la compagna dell'arrestato, con la quale ebbe una breve relazione. In seguito, la donna rivelò di essere sposata e di avere figli, trasformando il rapporto in quella che per la vittima era un'amicizia.
Durante questo periodo, il professore perse entrambi i genitori, ritrovandosi solo e con una rendita significativa di circa un milione di euro.
Le modalità della circonvenzione e il bottino
Le indagini della polizia stradale hanno rivelato che il marito della donna iniziò a richiedere ingenti somme di denaro all'ex professore. In un arco di dieci mesi, furono registrati ventuno bonifici per un totale di quasi ottantamila euro, a cui si aggiunsero numerosi prelievi in contanti dal bancomat. La vittima avrebbe anche ceduto alla famiglia dei presunti truffatori buona parte dei gioielli di famiglia. A inizio agosto, l'ex docente acquistò persino un iPhone del valore di millequattrocento euro, destinato al ventottenne che, a sua volta, lo donò alla moglie.
La polizia stradale, che da diverse settimane monitorava la situazione con intercettazioni e pedinamenti, ha deciso di agire dopo che una consulenza medico-legale, disposta dalla procura, aveva accertato la fragilità del sessantenne. L'intervento è avvenuto il 5 agosto: gli agenti hanno atteso che la vittima ritirasse una somma di denaro e la consegnasse al presunto truffatore, procedendo quindi all'arresto in flagranza.
Il reato di circonvenzione di incapace
L'uomo è stato formalmente accusato di circonvenzione di incapace, un reato contemplato dall'ordinamento giuridico italiano. Questa fattispecie si configura quando, approfittando dello stato di infermità o deficienza psichica di un individuo, lo si induce a compiere atti che comportano un danno patrimoniale.
Durante l'interrogatorio di garanzia, il ventottenne ha scelto di avvalersi della facoltà di non rispondere.
Il reato di circonvenzione di incapace è specificamente disciplinato dall'articolo 643 del Codice Penale italiano. Tale norma prevede pene detentive e sanzioni pecuniarie per chiunque commetta tale illecito ai danni di persone la cui fragilità o incapacità sia riconosciuta sia dal punto di vista legale che medico.