Un vasto blitz della polizia di Stato è scattato all’alba dell’11 agosto 2026 nei campi nomadi di Padova, interessando le aree di via Ca’ Manzoni, via Guizza, via Mortise e via Madonnina. L’operazione ha mobilitato circa un centinaio di agenti della Questura di Padova, con il coinvolgimento di diverse unità specializzate: Squadra Mobile, Immigrazione, Polizia Anticrimine. A supporto sono intervenuti il Reparto Prevenzione Crimine Veneto, la Polizia Stradale, il II Reparto Mobile, il Gabinetto Interregionale di Polizia Scientifica, un’Unità cinofila e un elicottero del 10° Reparto Volo di Venezia, che ha sorvolato la zona.

Nel corso dell’intervento, le forze dell’ordine hanno cinturato le aree e condotto controlli approfonditi su individui e veicoli, eseguendo anche due perquisizioni mirate alla ricerca di sostanze stupefacenti. L’attenzione si è concentrata in particolare su via Guizza, dove è stata scoperta una base logistica adibita alla ricettazione di rame rubato. Il materiale, proveniente da cantieri, edifici in costruzione, strutture pubbliche e infrastrutture del trasporto pubblico, veniva lavorato in loco. La base era infatti attrezzata con uno “spelafili” e un generatore elettrico, strumenti essenziali per la pulizia e la purificazione dei cavi. L’operazione ha portato al sequestro di decine di matasse di rame, per un peso complessivo di diversi quintali e un valore stimato di svariate migliaia di euro.

Sono tuttora in corso indagini per determinare con precisione la provenienza del materiale illecito.

Identificazioni, precedenti e allacci abusivi

L’intervento ha permesso l’identificazione di 83 persone, tra cui 15 minori. Un numero significativo degli individui controllati è risultato avere precedenti penali o essere oggetto di indagini per una serie di reati contro il patrimonio, inclusi furti, rapine, estorsioni, detenzione di armi, rissa, ricettazione, danneggiamento, lesioni, violenza e resistenza a pubblico ufficiale. Tra questi, un uomo di 43 anni, residente nel campo di via Ca’ Magni, è stato indagato per ricettazione. Era in possesso di un orologio Rolex modello 'Air King', il cui valore supera gli 8.000 euro, e la cui origine illecita è ritenuta probabile.

Contemporaneamente, squadre dell’Enel sono intervenute in alcune baracche situate in via Mortise e via Madonnina. L’intervento si è reso necessario a seguito del rinvenimento di materiale elettrico che si presume fosse impiegato per allacci abusivi alla rete elettrica, un fenomeno che spesso accompagna le attività illecite.

Il fenomeno dei furti di rame: un contesto diffuso

Il fenomeno dei furti di rame rappresenta una problematica ricorrente, che affligge con frequenza il territorio compreso tra le province di Padova e Verona. A riprova di ciò, un episodio recente ha visto l’arresto di due uomini, di 33 e 35 anni, da parte dei carabinieri di Casale di Scodosia e del Radiomobile di Este. I due sono stati fermati per un furto aggravato di rame avvenuto presso una cabina elettrica a Roveredo di Guà, località al confine con il comune di Montagnana.

In quell’occasione, oltre un quintale di rame, del valore di circa 1.000 euro, era stato asportato, causando un blackout e stava per essere caricato su un’automobile. I due arrestati sono stati sottoposti alla misura dell’obbligo di firma bisettimanale presso le stazioni dei Carabinieri di Este e Montagnana.