A Bologna, la protesta dei genitori contro la mancanza di impianti di climatizzazione negli asili nido e nelle scuole dell’infanzia comunali si è intensificata. Dopo aver inviato una diffida al Comune per denunciare le aule prive di sistemi adeguati ad affrontare il caldo, un gruppo di famiglie ha deciso di sospendere il pagamento della retta relativa al mese di giugno. I genitori hanno inoltre annunciato che non effettueranno ulteriori versamenti se, come dichiarato in una nota, “perdurerà la minaccia concreta alla salute delle nostre figlie e dei nostri figli”.

Alla mobilitazione aderisce anche il sindacato Usb, che ha proclamato lo stato di agitazione dei lavoratori dei centri estivi. La questione è stata ulteriormente alimentata dalle dichiarazioni dell’assessore alla scuola Daniele Ara, il quale ha ricordato “la possibilità di ricorrere alla riscossione coatta delle rette”. L’amministrazione comunale ha spiegato che, a causa dei costi, non è possibile “fornire un dato certo, univoco e chiaramente definibile per ogni installazione” dei condizionatori, specificando che il rendiconto delle spese potrebbe essere disponibile nel quarto trimestre 2026. Questa risposta non ha soddisfatto le famiglie, che hanno programmato un’assemblea cittadina per settembre.

Le richieste delle famiglie e i dettagli della protesta

I genitori hanno formalizzato la loro posizione inviando una diffida al sindaco di Bologna, all’assessore alla Scuola e agli uffici competenti, chiedendo che entro quindici giorni vengano garantite condizioni microclimatiche adeguate in tutti gli ambienti frequentati dai bambini. Tra le richieste figurano la conoscenza degli interventi programmati, le valutazioni sul rischio da stress termico e le misure previste per i periodi più caldi, incluso il mese di settembre. Secondo quanto riferito dal presidente del comitato dei genitori del nido Vestri, solo il dormitorio sarebbe dotato di un climatizzatore portatile, mentre gli altri ambienti resterebbero privi di sistemi di raffrescamento.

Le famiglie hanno segnalato episodi di disagio, irritabilità e insofferenza nei bambini durante le giornate più calde e hanno sottolineato il rischio di trasmissione di patogeni se tutti i bambini venissero concentrati nell’unica stanza climatizzata.

La risposta dell’amministrazione e le iniziative future

L’assessore Daniele Ara ha ribadito che ogni nido comunale dispone già di almeno un condizionatore e che nel 2026 sono stati distribuiti ottanta climatizzatori portatili nelle strutture per bambini da zero a sei anni. L’amministrazione ha inoltre annunciato uno stanziamento di 350 mila euro per climatizzare un’aula in ogni scuola dell’infanzia nel corso del 2026, affiancando agli impianti anche interventi come fotovoltaico, aree verdi e sistemi di nebulizzazione.

Il Comune ha dichiarato che il rendiconto delle spese per l’installazione dei condizionatori potrebbe essere disponibile nel quarto trimestre 2026. Le famiglie, insoddisfatte delle risposte ricevute, hanno programmato un’assemblea cittadina per settembre per discutere ulteriori iniziative e strategie di mobilitazione.