Le verifiche di sicurezza condotte dai vigili del fuoco sugli edifici dei comuni dell’area flegrea, che avevano riportato danni a seguito della scossa sismica del 31 luglio 2026, sono ormai prossime al completamento. Nelle prossime ore, infatti, saranno eseguiti gli ultimi sette controlli. Questo è quanto emerso durante la recente riunione di aggiornamento del Centro Coordinamento Soccorsi (CCS), convocata dal prefetto di Napoli, Michele di Bari, per fare il punto sulla situazione a Pozzuoli e nei comuni limitrofi.

A Pozzuoli, il sindaco ha emesso 153 ordinanze di sgombero che interessano complessivamente 913 nuclei familiari, per un totale di 2.387 persone sfollate.

Tra queste, la stragrande maggioranza, ovvero 2.260 individui, ha optato per l’autonoma sistemazione, trovando alloggi alternativi. Settantadue persone sono state invece accolte presso il Palatrincone, una struttura predisposta per l’emergenza. Il fenomeno degli sgomberi ha coinvolto anche i comuni vicini: nove persone sono state evacuate nel comune di Bacoli e trentotto nel Comune di Monte di Procida. Al vertice hanno preso parte, oltre al prefetto, i sindaci di Pozzuoli, Bacoli e Monte di Procida, insieme all’assessora regionale alla Protezione civile, Fiorella Zabatta, a testimonianza del coordinamento tra le diverse istituzioni.

Stato delle verifiche e gestione degli sfollati

Il prefetto di Napoli ha confermato che i tempi previsti per le verifiche sono stati pienamente rispettati, con la scadenza fissata per la serata del 10 agosto.

Tuttavia, in alcuni specifici edifici, non è stato possibile completare gli accertamenti necessari a causa dell’assenza dei proprietari o dei conduttori degli immobili, rendendo impossibile l’accesso per le ispezioni. La gestione degli sfollati si è articolata attraverso soluzioni diversificate, con la maggior parte delle persone che ha scelto di provvedere autonomamente alla propria sistemazione, mentre una parte minoritaria è stata ospitata in strutture comunali dedicate. Le ordinanze di sgombero sono state adottate sulla base delle condizioni di inagibilità riscontrate durante le ispezioni post-sisma, garantendo la sicurezza dei residenti.

Difficoltà nell'accesso ai fondi per la sicurezza degli edifici

Nel più ampio contesto delle iniziative volte a garantire la sicurezza degli immobili nell’area flegrea, sono emerse significative criticità relative all’accesso ai fondi destinati agli sfollati. Su un totale di 536 domande presentate per ottenere i contributi necessari alla messa in sicurezza delle abitazioni a seguito del bradisismo di maggio 2024, ben 284 sono state respinte. Questa situazione è spesso imputabile a irregolarità urbanistiche, talvolta minime e preesistenti, che hanno impedito l’erogazione dei finanziamenti. Un aspetto particolarmente problematico è che in alcuni edifici, solo una parte degli appartamenti ha ottenuto il finanziamento, bloccando di fatto l’intervento sull’intero immobile e impedendo una messa in sicurezza complessiva.

Questo crea situazioni paradossali e rallenta il processo di ripristino.

Il Comitato emergenza Campi Flegrei ha sollevato la questione, evidenziando la necessità urgente di una riapertura dei termini per la presentazione delle domande o l’adozione di misure straordinarie che consentano di sanare le difformità non direttamente imputabili agli sfollati. Il Comitato ha inoltre richiesto l’ausilio di tecnici pubblici per assistere i cittadini nella complessa procedura di regolarizzazione documentale e urbanistica, un passo fondamentale per sbloccare i fondi e permettere il ritorno alla normalità.