Un centro diurno dell'Anffas di Modica, struttura dedicata all'assistenza di persone con disabilità, è stato chiuso a seguito di una complessa inchiesta condotta dalla Procura di Ragusa. L'indagine ha rivelato presunti maltrattamenti ai danni degli ospiti, portando all'arresto domiciliare di due individui e alla sospensione dall'attività professionale di altri cinque operatori. Complessivamente, tredici persone risultano attualmente indagate nell'ambito di questa delicata vicenda.
I provvedimenti cautelari sono stati eseguiti il 3 agosto 2026 dai carabinieri del Nas di Ragusa, che hanno operato con il supporto della Compagnia di Modica, su specifica disposizione del Giudice per le Indagini Preliminari (GIP) di Ragusa.
Tra coloro che sono stati posti agli arresti domiciliari figurano il presidente dell'Anffas di Modica, che rivestiva il ruolo di garante della struttura, e un operatore direttamente impiegato nel centro. Per altri cinque operatori, il GIP ha stabilito il divieto di esercitare la professione e di prestare qualsiasi forma di assistenza a soggetti fragili, data la gravità delle accuse. Ulteriori sei operatori sono stati iscritti nel registro degli indagati, ma senza l'applicazione di misure cautelari immediate.
Le accuse formulate, a vario titolo e con diverse responsabilità, includono principalmente maltrattamenti e l'esercizio abusivo della professione infermieristica. Secondo le risultanze della Procura, due degli indagati avrebbero attivamente e direttamente posto in essere le condotte violente contestate.
Agli altri indagati, invece, viene imputato di non essere intervenuti per impedire tali azioni né di aver provveduto a denunciare quanto stava accadendo all'interno delle mura del centro.
Dettagli dell'inchiesta e le gravi contestazioni
L'intera indagine ha preso avvio da un'ispezione ordinaria condotta dai carabinieri del Nas, la quale aveva già in precedenza evidenziato una serie di irregolarità significative nella gestione quotidiana del centro diurno. Gli episodi specifici oggetto delle contestazioni da parte della Procura risalgono a un periodo ben definito, compreso tra dicembre 2025 e febbraio 2026. Tra le gravi contestazioni mosse agli indagati spicca anche la somministrazione di farmaci agli ospiti da parte di personale non adeguatamente abilitato, e ciò in totale assenza di infermieri professionali qualificati, un elemento che evidenzia ulteriormente le profonde carenze e le violazioni riscontrate nella struttura.
L'Anffas: la sua missione e il suo impegno nel sociale
L'Anffas, acronimo che sta per Associazione Nazionale Famiglie di Persone con Disabilità Intellettiva e/o Relazionale, rappresenta un'importante organizzazione a livello nazionale. La sua missione è dedicata alla tutela dei diritti e all'assistenza delle persone affette da disabilità intellettiva e relazionale. L'associazione gestisce numerosi centri diurni e residenziali distribuiti su tutto il territorio italiano, con l'obiettivo primario di promuovere attivamente l'inclusione sociale e di migliorare concretamente la qualità della vita sia delle persone con disabilità sia delle loro famiglie, offrendo loro supporto e opportunità.
La missione istituzionale dell'Anffas prevede la promozione e l'erogazione di servizi essenziali che spaziano dall'assistenza all'educazione e alla riabilitazione.
Parallelamente, l'associazione si impegna nella strenua difesa dei diritti civili e sociali delle persone con disabilità. L'organizzazione opera attraverso una rete capillare e ben strutturata di servizi e strutture dedicate, impegnandosi costantemente a garantire standard elevati di qualità e sicurezza per tutti gli utenti e le loro famiglie, in linea con i principi etici e professionali che la contraddistinguono.