La notte di Ferragosto a Viareggio, in provincia di Lucca, è stata teatro di gravi episodi di disordine e vandalismo che hanno colpito diversi stabilimenti balneari lungo la Passeggiata e la Terrazza della Repubblica. Decine di giovani ubriachi hanno preso di mira le strutture, mettendo a soqquadro e danneggiando ombrelloni, sdraio, lettini, giochi e altre attrezzature presenti sulla spiaggia. Parte del materiale è stato addirittura lanciato in mare, mentre molte attrezzature sono state trovate rotte o gravemente danneggiate.
Un vigilante notturno è stato aggredito da un gruppo di giovani che, nel tentativo di ferirlo, gli hanno scagliato contro delle bottiglie.
L'intervento dei carabinieri ha permesso di contenere solo parzialmente l'assalto, ma il bilancio della notte ha visto almeno una decina di stabilimenti balneari devastati lungo la Passeggiata. Al mattino, i bagnini hanno dovuto affrontare un superlavoro imprevisto per ripristinare l'ordine sugli arenili prima dell'arrivo dei clienti, trovando vetri rotti di bottiglie e rifiuti sparsi ovunque, con evidenti rischi di tagli per i bagnanti anche solo camminando sulla sabbia.
Caos e risse alla spiaggia libera di Motrone
Situazioni analoghe si sono verificate anche presso la spiaggia libera di Motrone, come testimoniato da Stefano Maffei, concessionario del “Kevin beach”. Maffei ha descritto una notte caratterizzata da risse a ripetizione tra gruppi di giovani, molti dei quali completamente ubriachi, che hanno invaso la spiaggia con bottiglie di alcolici, rotto lettini e ombrelloni e montato tende per dormire.
Secondo il suo racconto, i giovani si rincorrevano con i pali degli ombrelloni, dando vita a continui scontri. Nonostante l'intervento dei carabinieri, chiamati per cercare di contenere la situazione, la violenza è proseguita, con ragazzini che si presentavano al bar con occhi neri o in lacrime.
Maffei ha evidenziato la vulnerabilità delle spiagge libere, prive di barriere fisiche o sistemi di sicurezza come cancelli automatici, ringhiere, staccionate o bodyguard, a differenza degli stabilimenti privati. Ha inoltre espresso profonda delusione per la mancanza di sostegno istituzionale il giorno successivo agli eventi, dichiarando: “Siamo stati lasciati soli in una notte spaventosa, con 150-200 ragazzi ubriachi che si pestavano, eppure non possiamo chiudere il passo a mare”.
Le conseguenze per gli operatori e i rischi per la sicurezza
La mattina seguente, il personale degli stabilimenti ha dovuto affrontare un ingente lavoro di ripristino, tra cui la rimozione di rifiuti e vetri rotti e la sistemazione delle attrezzature danneggiate. La presenza di frammenti di bottiglie sulla sabbia ha creato un serio pericolo per la sicurezza dei bagnanti. Maffei ha manifestato la sua grave preoccupazione per la gestione della sicurezza nelle spiagge libere e ha dichiarato che valuterà la prosecuzione della concessione del “Kevin beach” a partire dal 2026, qualora non vengano fornite garanzie concrete per la tutela degli operatori e dei frequentatori. I danni economici, seppur presenti, sono secondari rispetto al rischio di una “disgrazia” che il concessionario non potrebbe mai perdonarsi.