Il Comune di Genova ha introdotto l’identità alias, una misura volta a tutelare sia i propri dipendenti che gli utenti dei servizi civici e comunali. L’iniziativa, proposta dall’assessora alle Pari opportunità, Rita Bruzzone, è stata approvata all’unanimità dalla Giunta e rappresenta un passo significativo verso l’inclusione. Attraverso questo provvedimento, il personale avrà la facoltà di adottare un profilo alternativo, associando il proprio nome d’elezione ai sistemi informativi interni, ai badge identificativi, alle caselle di posta elettronica e agli strumenti di identificazione visiva aziendali.
L’applicazione dell’identità alias si estenderà anche ai rapporti con l’utenza esterna, in particolare per i servizi a fruizione continuativa o ricorrente, quali biblioteche, musei e impianti sportivi. L’assessora Bruzzone ha evidenziato come questa scelta sia “un segnale di riconoscimento, civiltà e rispetto, volto a tutelare le persone transgender nei luoghi di lavoro comunali e nell’accesso alle strutture”. Parallelamente, l’amministrazione genovese si impegnerà in azioni di sensibilizzazione rivolte a enti, organismi e società partecipate o collegate, con l’obiettivo di promuovere l’adozione di misure analoghe e garantire un approccio uniforme alle politiche di inclusione nel sistema pubblico locale.
Obiettivi e implementazione dell’identità alias
L’introduzione dell’identità alias mira a consentire alle persone trans e non binarie di autodeterminarsi, permettendo loro di utilizzare il proprio nome d’elezione su badge, strumenti di lavoro e abbonamenti ai servizi comunali. A supporto di questa iniziativa, è previsto un piano di formazione specifico per il personale, con un’attenzione particolare agli operatori della Polizia locale. L’assessora Bruzzone ha ribadito il dovere dell’amministrazione di “rappresentare tutti”, annunciando l’apertura di un Ufficio per i diritti Lgbtqia+ dedicato alla formazione e all’azione amministrativa concreta.
Ilaria Gibelli, consulente dell’Ufficio Diritti Lgbtqia+ del Comune, ha sottolineato l’importanza del riconoscimento dell’identità alias quale azione tangibile per contrastare le discriminazioni e migliorare il benessere di dipendenti e cittadini.
L’assessora Bruzzone sta inoltre collaborando attivamente con gli ordini professionali per estendere queste politiche di tutela dei diritti a ogni settore.
L’identità alias nel contesto nazionale
L’identità alias è definita, come illustrato dal Comune di Torino, come un nome scelto dalla persona, diverso da quello anagrafico, e utilizzato nella vita quotidiana. È fondamentale precisare che non sostituisce i dati ufficiali nei documenti legali e non produce effetti giuridici. Questa misura è pensata per tutte le persone trans e non binarie che, pur non avendo modificato legalmente i propri dati anagrafici, desiderano impiegare un nome e un genere differenti da quelli riportati sulla carta d’identità.
L’obiettivo primario è garantire inclusione, rispetto e facilità di interazione nei contesti in cui l’ente che adotta tale pratica ne consente l’impiego.
In Italia, altre amministrazioni hanno già implementato iniziative simili. A Torino, dopo due anni di sperimentazione che ha coinvolto 42 utenti, la tessera alias per i mezzi pubblici è stata resa definitiva il 28 aprile. L’assessore comunale ai Diritti, Jacopo Rosatelli, ha commentato che tale decisione rende stabile una “misura concreta che contribuisce a rendere i servizi pubblici più rispettosi delle persone”. Ha aggiunto che la tessera alias “non è un privilegio, ma uno strumento che consente di utilizzare il trasporto pubblico senza dover giustificare la propria identità e garantire alle persone trans e non binarie un documento con il nome d’elezione significa dare concretezza ai diritti fondamentali legati alla vita quotidiana, a partire dalla mobilità”.
Anche il Comune di Vittoria ha approvato linee guida per l’attribuzione e la gestione dell’Identità Alias Vittoria, regolando l’uso del nome d’elezione nei rapporti interni con l’amministrazione. L’assessore ai Servizi Sociali, Francesca Corbino, ha collegato l’approvazione alla Giornata internazionale contro l’omolesbotransfobia del 17 maggio, definendo il registro Alias uno strumento utile a ridurre disagio e discriminazione, auspicando l’adozione di strumenti analoghi anche negli istituti scolastici del territorio.