Una neonato è venuta alla luce senza vita il 13 luglio in una clinica di Acerra, nel Napoletano. I genitori, A.P. e G.R., hanno denunciato l'accaduto il 20 luglio. Hanno riferito che, sebbene la morte fosse stata attribuita a strangolamento da cordone ombelicale, un ultimo tracciato materno avrebbe rivelato una sofferenza fetale, da loro ritenuta ignorata dal medico.

La Procura di Nola ha aperto un fascicolo per interruzione colposa di gravidanza, iscrivendo un medico nel registro degli indagati. Il corpicino della neonata è stato riesumato e sottoposto ad autopsia il 31 luglio, disposta dal pm Aurora Celico per accertare cause e responsabilità medico-sanitarie legate alla condizione di nato morto.

Indagini sulla vicenda

La gravidanza aveva un decorso regolare. Un'ecografia pre-parto dell'11 luglio avrebbe evidenziato problemi trascurati dal ginecologo. Il 13 luglio, la donna si è recata in clinica per il parto; un'ecografia ha rivelato l'assenza del battito cardiaco fetale. Un cesareo d'urgenza non ha salvato la bambina. I genitori hanno poi denunciato, consegnando la documentazione sanitaria con il referto dell'ultimo tracciato dell'11 luglio.

Il padre ha dichiarato di essere stato contattato più volte dal medico dopo la denuncia, che avrebbe chiesto insistentemente la restituzione dell'unica copia del referto del tracciato dell'11 luglio, quello in cui era emersa una sofferenza fetale secondo loro ignorata.

Le indagini della Procura di Nola sono in corso per chiarire le responsabilità.

La Procura di Nola

La Procura di Nola, competente per Acerra, dirige le indagini e promuove l'azione penale in casi di presunte responsabilità, come l'ipotesi di interruzione colposa di gravidanza. L'autopsia è uno strumento cruciale per determinare le cause del decesso e valutare eventuali responsabilità medico-sanitarie. Le indagini proseguiranno sulla base della documentazione acquisita e degli esiti degli accertamenti tecnici.