Un uomo di 35 anni, di nazionalità ucraina, è tragicamente deceduto il 2 agosto 2026 a seguito di un intenso inseguimento in auto e una successiva violenta colluttazione con i carabinieri a Senigallia, in provincia di Ancona. L'episodio ha avuto inizio tra le località di Fano e Marotta, dove l'uomo, alla guida di una BMW bianca, si sarebbe reso protagonista di una serie di manovre estremamente pericolose: avrebbe urtato altri veicoli, percorso tratti di strada contromano e compiuto altre azioni ad alto rischio per la circolazione. Numerose segnalazioni hanno allertato le forze dell'ordine circa la presenza di questa "auto pirata", che ha poi fatto ingresso a forte velocità nel centro abitato di Senigallia.
La dinamica dell'inseguimento e l'intervento
Giunto a Senigallia, il veicolo è stato intercettato e inseguito dai carabinieri. Durante la fuga, l'uomo ha speronato una gazzella dell'Arma e ha proseguito la sua corsa percorrendo una via in senso contrario, aumentando ulteriormente la pericolosità della situazione. Dopo aver abbandonato l'auto, il 35enne ha tentato di fuggire a piedi, ma è stato prontamente raggiunto dai militari. Ne è scaturita una colluttazione particolarmente violenta, durante la quale l'uomo ha opposto una resistenza strenua, arrivando a mordere un dito a uno dei carabinieri intervenuti. Per tentare di immobilizzarlo, i militari hanno fatto uso di un Taser, ma al momento non è ancora chiaro se l'apparecchio abbia funzionato correttamente o se la sua azione sia stata efficace, dato che il soggetto continuava a reagire con veemenza.
I carabinieri sono riusciti a bloccarlo solo con grande difficoltà e dopo un considerevole sforzo fisico.
I soccorsi e il tragico epilogo
Immediatamente dopo il blocco, sono stati allertati i sanitari del 118 e della Croce Rossa, che sono intervenuti sul posto per prestare soccorso all'uomo. Dopo essere stato assistito e sedato, i suoi parametri vitali sono apparsi inizialmente buoni, un dato che aveva fatto sperare in un esito meno drammatico. Tuttavia, durante il trasporto in ambulanza verso l'ospedale regionale di Torrette, situato ad Ancona, il 35enne è purtroppo deceduto a causa di un arresto cardiaco improvviso. La dinamica precisa che ha portato al decesso è ora al centro delle indagini.
Le indagini della Procura di Ancona e gli accertamenti
La Procura di Ancona, sotto la guida del procuratore Monica Garulli, ha prontamente aperto un'indagine approfondita sull'accaduto. Il fascicolo è stato affidato alla pubblica ministera Valeria Cigliola e, in questa fase iniziale, è stata adottata la procedura della cosiddetta “annotazione preliminare”. Questa formula viene applicata quando un fatto appare compiuto in presenza di una causa di giustificazione, permettendo di avviare accertamenti senza procedere immediatamente all'iscrizione nel registro degli indagati. Al momento, non è stata formulata alcuna ipotesi di reato. Per fare piena luce sulle cause del decesso, nei prossimi giorni verrà eseguita l'autopsia presso l'ospedale regionale di Torrette.
Contestualmente, la Procura disporrà anche accertamenti tecnici specifici sul funzionamento e l'efficacia del Taser utilizzato dai carabinieri durante l'intervento, un elemento chiave per la ricostruzione completa dei fatti. L'obiettivo è chiarire ogni aspetto della vicenda, dalla condotta dell'uomo all'intervento delle forze dell'ordine e alle circostanze che hanno portato al tragico epilogo.