Un uomo di 66 anni, residente a San Quirino (Pordenone), è stato iscritto nel registro degli indagati per la morte della madre, una donna di 87 anni. La Procura di Pordenone ipotizza che il decesso possa essere stato causato da un'eccessiva somministrazione di antidolorifici. Medesima accusa di omicidio colposo è stata mossa nei confronti del medico di medicina generale della donna, di 61 anni, per presunta mancata vigilanza e l'assenza di visite domiciliari alla paziente.

L'autorità giudiziaria ha prontamente disposto l'autopsia sul corpo dell'anziana, un esame cruciale che sarà eseguito giovedì.

L'incarico è stato affidato al medico legale Antonello Cirnelli, affiancato dall'anestesista Carlo Sorbara. I consulenti avranno il compito di chiarire le cause esatte del decesso e di verificare l'eventuale stato di disidratazione della donna o la presenza di traumi. Per garantire la massima trasparenza e il diritto di difesa degli indagati, è stato altresì disposto un accertamento tecnico irripetibile, che consentirà loro di nominare propri periti.

L'inchiesta della Procura e gli accertamenti tecnici

L'obiettivo primario della Procura è accertare se la morte dell'anziana sia effettivamente riconducibile alla somministrazione di un antidolorifico in quantità doppia rispetto a quella prescritta.

Sarà inoltre fondamentale valutare l'eventuale presenza di profili di responsabilità sanitaria o se il decesso sia sopraggiunto per altre cause. L'accertamento tecnico irripetibile, come previsto dalla normativa vigente, è uno strumento investigativo indispensabile in questi casi, poiché permette di acquisire elementi di prova che non potrebbero essere replicati in un secondo momento. Questo assicura che ogni aspetto della vicenda venga esaminato con la massima accuratezza, fornendo un quadro chiaro e documentato delle circostanze che hanno portato al tragico evento.

Il caso si inserisce in un contesto di crescente attenzione verso la responsabilità sanitaria e l'importanza della vigilanza sui pazienti fragili, in particolare quelli che ricevono assistenza domiciliare.

La Procura di Pordenone, in linea con precedenti inchieste su decessi sospetti, continua a impiegare accertamenti tecnici non ripetibili per verificare la correttezza delle procedure mediche adottate. L'autopsia, in particolare, includerà prelievi tossicologici ed esami istologici, elementi essenziali per determinare con precisione le cause della morte e valutare eventuali responsabilità di natura sanitaria, nel pieno rispetto delle garanzie previste dall'ordinamento.