Il Comune di Riccione ha intrapreso azioni legali significative in risposta a un video discriminatorio diffuso il 6 agosto sul canale TikTok ‘Legaofficial’. L’amministrazione comunale ha conferito mandato alla propria Avvocatura per sporgere una querela per diffamazione aggravata contro i responsabili del filmato e ha annunciato l’avvio di una causa civile. Quest’ultima prevede una richiesta di risarcimento di un milione di euro per il grave danno d’immagine arrecato alla città.
Il contenuto del video, che ha superato le 500mila visualizzazioni, mostra immagini della città spagnola di Ceuta, ma le presenta falsamente come una spiaggia di Riccione popolata esclusivamente da persone nere.
Il filmato è accompagnato dalla didascalia: “Pov. È il 2030, sei in spiaggia a Riccione e Matteo Salvini non è ministro dell’Interno”. Il profilo TikTok che ha pubblicato il video si distingue per la spunta blu, oltre 200mila follower e l’utilizzo di grafiche identiche a quelle ufficiali del partito.
Le reazioni istituzionali e politiche al video
Già nei giorni precedenti la formalizzazione della querela, la sindaca di Riccione, Daniela Angelini, aveva sollecitato la rimozione del video e le scuse di Matteo Salvini, qualora l’account fosse stato riconducibile alla Lega. La vicenda ha suscitato un’ampia eco politica: il deputato riminese del Partito Democratico, Andrea Gnassi, ha annunciato un’interrogazione parlamentare, definendo il video una chiara propaganda razzista.
Di contro, il deputato leghista Jacopo Morrone, in un’intervista a un quotidiano locale, ha minimizzato il filmato, etichettandolo come “una semplice provocazione”, “un meme” e “un’allegoria” sulla gestione dei flussi migratori.
L’Amministrazione comunale di Riccione ha fermamente respinto tali interpretazioni. La sindaca Angelini ha espresso una posizione decisa: “Definire ‘un’allegoria’ o una ‘semplice provocazione’ un contenuto discriminatorio che ha fatto il giro d’Italia infangando il nome della nostra comunità è un atto di irresponsabilità politica e istituzionale che non siamo disposti a far passare in silenzio: il valore dell’accoglienza, del rispetto e dell’inclusione rappresenta l’identità profonda di Riccione, nonché un asset fondamentale della nostra attrattività turistica.
Chi lede quest’immagine deve assumerne la responsabilità anche in sede legale”.
Destinazione del risarcimento e impatto sociale
Un aspetto cruciale dell’azione legale intrapresa dal Comune di Riccione riguarda la destinazione dell’eventuale risarcimento. Le somme ottenute non confluiranno nelle casse comunali, ma saranno interamente devolute al fondo per il sostegno agli affitti delle famiglie in difficoltà economica. Questa scelta, come sottolineato dall’Amministrazione, mira a tradurre la tutela dell’immagine cittadina in un concreto intervento di solidarietà sociale, offrendo supporto a chi si trova in situazione di disagio economico.
Il caso ha generato un acceso dibattito pubblico e istituzionale, mettendo in luce l’importanza della responsabilità nella diffusione di contenuti online e il loro potenziale impatto sulle comunità locali e sulla loro reputazione.