Un'importante operazione di soccorso si è conclusa con successo in Val di Fassa, dove il Rifugio Passo Principe è stato evacuato a seguito di significativi smottamenti che hanno reso inaccessibili i sentieri circostanti. L'intervento, condotto dal Soccorso Alpino e Speleologico Trentino, ha permesso di trarre in salvo venti persone rimaste isolate in quota.
L'emergenza è scattata il 3 agosto 2026, quando il gestore del Rifugio Passo Principe ha richiesto assistenza a causa dell'impraticabilità del sentiero 584. Questo percorso cruciale, che collega il rifugio con il Rifugio Vajolet e la località di Gardeccia, era stato compromesso da una serie di frane verificatesi il giorno precedente, il 2 agosto.
La situazione ha creato un immediato rischio per la sicurezza degli escursionisti e del personale presenti nella struttura.
La Centrale Unica di Emergenza ha prontamente risposto alla richiesta, disponendo l'intervento di un elicottero modello B3. L'operazione aerea è stata supportata da un team di quattro operatori specializzati della Stazione Centro Fassa. Le attività di evacuazione si sono svolte con precisione tra le ore 10:00 e le 14:00, attraverso sei rotazioni dell'elicottero. Grazie a questo coordinato sforzo, tutte le venti persone bloccate al rifugio sono state trasportate in sicurezza a Gardeccia, concludendo l'intervento senza ulteriori complicazioni.
Sentieri chiusi e percorsi alternativi in Val di Fassa
A seguito degli eventi franosi, la viabilità pedonale nella zona è stata fortemente compromessa. Attualmente, i sentieri di collegamento tra Gardeccia e i rifugi Vajolet, Passo Principe e Antermoia rimangono chiusi e inaccessibili. Le condizioni del terreno, rese instabili dai recenti smottamenti, impongono la massima cautela e il rispetto delle indicazioni delle autorità locali per la sicurezza di tutti. Gli eventi hanno interessato in particolare il territorio del Comune di San Giovanni di Fassa, con danni estesi anche al sentiero che conduce verso il rifugio Gardeccia.
Per coloro che intendono raggiungere il Rifugio Antermoia, è importante sapere che la struttura è comunque accessibile.
Sono disponibili percorsi alternativi che passano attraverso la Val di Dona e la Val Duron, garantendo un collegamento sicuro nonostante le chiusure parziali nell'area.
Impatto delle frane e misure di prevenzione
Le frane, innescate da un temporale che ha preceduto una colata di fango e detriti, non hanno fortunatamente causato feriti. Questo è stato possibile anche grazie all'orario serale in cui si sono verificati gli smottamenti, riducendo la presenza di persone sui sentieri. Tuttavia, l'estensione del fenomeno ha avuto altre conseguenze significative per la comunità locale.
Il fango e i detriti hanno raggiunto l'acquedotto locale, compromettendo la qualità dell'acqua. Per tutelare la salute pubblica, il Comune di San Giovanni di Fassa ha emesso un'ordinanza che rende obbligatoria la bollitura dell'acqua per tutte le utenze servite dall'acquedotto di Pozza, in particolare nella zona della destra orografica dell'Avisio e nel centro abitato di Vigo di Fassa.
La situazione è costantemente monitorata dalle autorità competenti, che ribadiscono l'importanza di attenersi scrupolosamente alle ordinanze di chiusura dei sentieri e alle direttive sull'uso dell'acqua per prevenire ulteriori rischi.