Un uomo di 44 anni, cittadino filippino, è stato arrestato dalle volanti della Polizia di Stato a Padova. L'intervento è scattato dopo che l'uomo è stato sorpreso all’interno dell’abitazione della sua ex compagna, una donna di 43 anni. L'arresto è avvenuto in flagrante violazione di due importanti misure cautelari: il divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dalla donna e dalla figlia minore di dieci anni, e il divieto di dimora nel Comune di Padova. Questa grave violazione ha evidenziato la persistenza di una condotta già precedentemente sanzionata dalle autorità.

L'episodio si è verificato quando il 44enne si è presentato presso l'abitazione della donna. In quel momento, l'ex compagna si trovava in casa assieme alla figlia di dieci anni e a un'amica. Nonostante il diniego di accesso, l'uomo ha tentato con forza di entrare, reagendo con calci e pugni alla porta d'ingresso. Fortunatamente, le due donne e la bambina sono riuscite a mettersi in salvo, lasciando l'abitazione. L'indagato, una volta all'interno, ha manifestato chiaramente la sua intenzione di non abbandonare la casa. A quel punto, la vittima ha prontamente allertato il 113. L'intervento tempestivo di una volante ha permesso agli agenti di apprendere la dinamica dei fatti e, constatata la flagrante violazione dei divieti imposti dal giudice, di procedere all'arresto del 44enne.

L'uomo è ora a disposizione dell’Autorità Giudiziaria, in attesa dell’udienza con giudizio direttissimo.

La storia di precedenti interventi e misure cautelari

La vicenda si inserisce in un contesto di lunga data. L'ex compagna aveva infatti richiesto in numerose occasioni l'intervento delle forze dell'ordine a causa della condotta dell'uomo. Questi precedenti interventi avevano già condotto a diverse denunce, a arresti, all'applicazione di provvedimenti cautelari sempre più restrittivi e persino a periodi di custodia cautelare in carcere. Tuttavia, nessuna di queste misure si era rivelata sufficiente a interrompere in modo definitivo la condotta persecutoria e violenta dell'uomo, culminata nell'ultimo arresto.

Il divieto di avvicinamento: un quadro normativo essenziale

Il divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dalla persona offesa rappresenta una misura cautelare personale di fondamentale importanza, disciplinata dall’articolo 282-ter del codice di procedura penale. Questa disposizione consente al giudice di imporre all’imputato l'obbligo di non avvicinarsi a specifici luoghi abitualmente frequentati dalla vittima o dai suoi prossimi congiunti. In alternativa, o in aggiunta, il giudice può stabilire che l'imputato mantenga una determinata distanza da tali luoghi o dalle persone protette. L'obiettivo primario di questa misura è garantire la sicurezza e la serenità delle vittime, prevenendo ulteriori episodi di violenza o molestia.