La notizia sta facendo il giro del web in questi giorni e l'ha resa nota Coldiretti durante il Forum Internazionale dell'Agricoltura e dell'Alimentazione: a partire dal prossimo gennaio 2018 anche l'Italia adotterà il sistema di riconoscimento e vendita di insetti quali alimenti idonei alla vendita e produzione, etichettati come prodotti della tradizione dei Paesi terzi.

Produzione e vendita dal 1 gennaio 2018

La data si avvicina, come sottolineato dalla stessa Coldiretti, e sarà presumibilmente quella del prossimo primo gennaio. Mediante una classifica stilata dalla Commissione europea, saranno, infatti, elencati i cosiddetti novel food, cioè cibi nuovi, aggiornata con l'introduzione di quelli autorizzati di recente dall' Ue.

Più della metà degli italiani intervistati si è dichiarata contraria all'idea di utilizzare insetti o derivati per l'alimentazione, dimostrando disgusto, oppure, considerando estranea questo tipo di alimentazione alla cultura gastronomica italiana; il resto della popolazione ha invece mostrato di essere indifferente e una piccola percentuale, il 16 per cento, favorevole.

Alcuni volontari si sono prestati ad assaggiare insetti interi durante una ricerca condotta dall'Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo, in provincia di Cuneo. Dopo la degustazione hanno dichiarato di essere contrari a l'utilizzazione mentre sarebbero più disponibili a consumare prodotti a base di parti di loro, come ad esempio, paste confezionate con farina di grilli o larve, in quanto, probabilmente, l'ingrediente in esse contenuto non è visibile e quindi risulta meno sgradevole il consumo.

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I prodotti in arrivo in Italia

In un' anteprima presieduta dalla Coldiretti, sono stati presentati i prodotti che presto arriveranno nei nostri supermercati e, per chi vorrà, sulle tavole italiane. Un banchetto, allestito per questo evento, presentava la pasta all'uovo artigianale con farina di grilli, millepiedi al forno affumicati, tarantole arrosto provenienti dal Laos e giganteschi vermi della Thailandia. Le vere prelibatezze, fra gli insetti commestibili, erano rappresentate da i bachi da seta, le cimici d'acqua thailandesi e le farfalle fritte delle palme guyanesi. Sulla tavola imbandita facevano bella mostra di sé anche grilli al cocco e al curry, piccanti e al sale marino, tutti provenienti dalla Thailandia. Gli alimentaristi sostengono che questi insetti possono divenire il cibo del futuro e possano sfamare la popolazione della Terra che diventerà sempre più numerosa. Questi alimenti, inoltre, contengono proprietà nutritive elevate in quanto sono ricchi di fibre, vitamine e proteine.

Nel mondo, è stato stimato dalla Fao, circa 2000 specie di insetti sono ritenute commestibili e 2 miliardi di persone circa ne fanno già uso. Il presidente della Coldiretti, Roberto Moncalvo, ha comunque precisato che è importante fornire chiarimenti e risposte agli interrogativi sulla reperibilità e provenienza di questi insetti e soprattutto su quanto possa incidere il consumo sulla salute e sulla qualità della vita degli italiani.