Simone Zullo, pizzaiolo originario di Alife (Caserta) e proprietario della pizzeria Fratelli Pulcinella a Sydney, ha conquistato la finalissima della ventitreesima edizione del Campionato Mondiale del Pizzaiuolo – Caputo Cup. L'evento, svoltosi alla Mostra d'Oltremare di Napoli, ha visto la partecipazione di oltre 600 concorrenti provenienti da 35 nazioni. Zullo è stato premiato dalla famiglia Caputo come migliore nella categoria Pizza Napoletana S.T.G. (Specialità Tradizionale Garantita), aggiudicandosi la coppa più ambita della competizione.

Il podio e la portata internazionale

Il podio della categoria Pizza Napoletana S.T.G. è stato completato da due maestre pizzaiole: So Jung Kim, dalla Corea (secondo posto), e Rui Ebina, dal Giappone (terzo posto). La kermesse, condotta dallo showman Lino D'Angió, è stata inaugurata dal sindaco di Napoli, Gaetano Manfredi, che ha sottolineato come la pizza sia “l'essenza di Napoli: è semplice ma al tempo stesso ricca ed è il simbolo della nostra identità”.

Il percorso di selezione per il campionato ha avuto inizio con un viaggio durato un anno, toccando 100 Paesi. I maestri pizzaioli si sono sfidati in 12 categorie di gara, tra cui il Trofeo delle Nazioni, quest'anno vinto dalla Corea, la Pizza Napoletana S.T.G., 'Pizza&Vino', la Classica, l’Americana e la Senza Glutine.

La manifestazione ha accolto concorrenti da numerosi paesi, tra cui Finlandia, Armenia, Porto Rico, Germania, USA, Giappone, Cina, Canada, Argentina, Regno Unito, Messico, Paesi Bassi, Uruguay, Nuova Zelanda, Thailandia, Belgio, Croazia, Romania, Slovenia, Francia e Spagna, tutti desiderosi di conquistare l’ambito titolo mondiale.

Le parole del vincitore e il significato del trionfo

Simone Zullo, 36 anni, ha dedicato la sua “emozione unica, inaspettata” ai suoi gemelli di undici anni. Ha raccontato di aver sempre preparato la pizza S.T.G. con un impasto fatto a mano, nel pieno rispetto del disciplinare. “All'inizio non è stato facile”, ha aggiunto, “ma non ho mai smesso di crederci. Questo riconoscimento è motivo di grande orgoglio per me; mi ricorda che nella vita bisogna rimanere umili ed è proprio per questo che lo dedico a tutti: perché la pizza è di tutti”.

Antimo Caputo, CEO del Mulino Caputo, ha evidenziato la “trasversalità” della pizza, notando come il podio abbia visto un ragazzo campano che lavora in Australia e due donne, una coreana e una giapponese. Ha descritto l'evento come “tre giorni incredibili, un susseguirsi di bandiere dall'Asia all'America”, sottolineando come queste vittorie racchiudano l'essenza stessa del Trofeo Caputo.

L'impegno dell'Associazione Pizzaiuoli Napoletani

La cerimonia di premiazione ha visto la presenza di rappresentanti istituzionali e di Gianluca Pirro, presidente dell’Associazione Pizzaiuoli Napoletani (APN). Pirro ha ribadito l'importanza di “proseguire questo percorso così coinvolgente”, un impegno dovuto ai pizzaioli che partecipano sempre più numerosi.

Il Campionato Mondiale del Pizzaiuolo si conferma un appuntamento annuale fondamentale, offrendo ai professionisti di tutto il mondo l'opportunità di confrontarsi, affinare le tecniche dell’arte bianca e promuovere la tradizione della pizza napoletana a livello globale.