Giovanni Bellini èuno di quei pittori che tocca il sublime, e il 'sublime' non è una categoriastorica, benché abbia raggiunto il suo apice proprio nel romanticismo e nelromanticismo sia stata , più di altre epoche, cercata e perseguita. Il bellosublime è un valore intrinseco al fare artistico e ogni epoca ha l'artista chepiù gli si è avvicinato.
Nel caso di Giovanni Bellini, il Poldi Pezzoli ha provvedutoal restauro di un'opera, Imago pietatis, il cui lavoro, lungo ed impegnativo, è stato filmato ed è ampiamente documentatoin loco.
La mostra non solo documenta il lungo lavoro di restauro, maevidenzia la rielaborazione che Giovanni Bellini ha fatto dell'antico modellobizantino dell'Akra Tapeinosis ( Somma Umiliazione) di cui all'esposizioneè possibile ammirare un'opera.
E' l'icona di Torcello e testimonia come,proprio dalle terre veneziane sia sopraggiunta quell'arte che Il Bellini hatrasformato tramutandola in iconografia realistica e insieme sublimata. E'dunque un artista che al pari del Masaccio nella Firenze del primo Quattrocentoha saputo modificare e rielaborare il modello bizantino ieratico e statico in essere per secoli, per avviareil processo di umanizzazione della sacra rappresentazione e aprire le porte all'umanesimo.
Accanto all'Imago Pietatis sono presenti altre tre pietà, eper l'esattezza Il Cristo in pietà tra la Vergine e San Giovanni Evangelista(1460), Il Cristo morto sorretto da due angeli'(1465), Il Cristo in pietàsorretto da 4 angeli ( 1470)quest'ultima proveniente dal Tempio Malatestianosino al 1798.
La città di Milano presso la pinacoteca di Brera conservaun'altra ineguagliabile Pietà di Giovanni Bellini. Ma alla mostra è possibileammirare opere di epigoni chesuffragano la tendenza moderna della rappresentazione della pietà e confermanoil nuovo andamento della pittura.
La mostra si chiude con le parole di Roberto Longhi che nel Viaticoper cinque secoli di pittura veneziana, 1946 così scriveva a propositodell'artista: "Uomo di meditazioni instancabili, mai pago d'intendere il nuovoe di provarlo, fu tutto quel che si dice, bizantino e gotico, mantegnesco epadovano, poi sulle tracce di Piero e Antonello , in ultimo fu giorgionesco; eppure sempre caldo sangue,alito accorato, accordo pieno e profondo tra l'uomo, le orme dell'uomo fattosi storiae il manto della natura…".
Visitare questa mostra, aperta ancora sino al 25 febbraio2013, è d'obbligo per chi ama l'arte e il fascino e la suggestione di questoraffinatissimo umanista.
Si ricorda che sono in programma quattro conferenze traaprile e maggio sui colori dell'arte esattamente il lunedi 8 aprile,il 15 aprile, il 22 aprile, e il 6 maggio .
Le conferenze si terranno alle ore 18 presso la salaTiepolesca della Chiesa di San Francesco di Paola in Via Montenapoleone 22 . L'abbonamento a 4 conferenze per i socidel museo costano 30 euro.
E' inoltre possibile visitare la collezione La Cina al Museo, con opere chefacevano parte della collezione di Gian Giacomo Poldi Pezzoli , il fondatoredel Museo.