Il rock è uno stato d'animo e un'attitudine interiore che non può morire, nonostante i blackout, per usare un termine, un eufemismo, che compare in questa pellicola, per descrivere la sensazione che dà un'overdose. Parla di musica "Vive le rock" di Alessandro Valenti, un documentario di appena tre quarti d'ora che lascia con l'amaro in bocca, ma solo perché termina troppo presto e invece lo spettatore ne vorrebbe ancora e ancora.
"Vive le rock" è stato proiettato in anteprima nell'ambito del Festival del Cinema Europeo a Lecce, la settimana scorsa: si tratta di un mockumentary prodotto da Edoardo Winspeare, che vede tra i protagonisti Donato Del Giudice e i Vivendo do Ocio, una giovanissima band brasiliana che fu nel capoluogo salentino qualche anno fa per esibirsi all'interno dell'Italia Wave Love Festival.
L'Italia Wave è infatti lo scenario in cui si muove questa pellicola ironica e pregna: i protagonisti, in particolare il personaggio interpretato da Del Giudice, sono in attesa dell'esibizione di Lou Reed e dedicano al rock (e al punk in particolare) una breve e intensa lettera d'amore, fatta di immagini ma anche e soprattutto suoni. Per chi visse i giorni dell'Italia Wave si tratta di rivivere quelle emozioni, quell'incontrare gruppi come The Joy Formidable e Serge Gainsbourg Experience, che hanno condiviso con gli astanti dell'ottima musica e non solo, la loro filosofia che li guida nella vita e nella passione musicale.
Chi è supereroe e chi è perdente? Anche se la musica può partorire dei vinti, questo è vero solo in apparenza, perché Valenti celebra quel senso dell'eterno che solo l'arte può attribuire, quel ricordo per i posteri che è immortale e che significa tanto, tantissimo, non solo per chi la musica la fa, ma soprattutto per chi la musica la ascolta. Da vedere assolutamente.