Si celebra oggi 11 dicembre in tutto il mondo il "dia internacional del tango", la giornata internazionale del tango, un omaggio al fascino senza tempo della musica che sembra essere contagiosa, che fa venire voglia di ballare e che anticipa di pochi giorni la milonga inscenata da migliaia di argentini e di fedeli a Roma in piazza S.Pietro per festeggiare il prossimo 17 dicembre il compleanno di un vero appassionato di questa danza, come Papa Francesco. A quasi 150 anni dalla sua nascita, il successo del tango non conosce confini, dall'America del sud all'Europa, dall'Africa al Giappone.

Difficile però ignorare che in questo grande successo che il tango ha ottenuto in tutto il mondo, l'Italia abbia avuto un posto di assoluto privilegio, diceva Borges che i vecchi criollos che l'hanno inventato si chiamavano Bevilacqua, Greco, De Bassi.

E questo si sente e si balla sulle sue parole che lo descrivono così che il lettore possa non solo visualizzare i corpi intrecciati, ma anche la musica ed il ritmo che li spinge a farlo.

"Le gambe s'allacciano, gli sguardi si fondono, i corpi si amalgamano in un firulete e si lasciano incantare. Dando l'impressione che il tango sia un grande abbraccio magico dal quale è difficile liberarsi. Perché in esso c'è qualcosa di provocante, qualcosa di sensuale e, allo stesso tempo, di tremendamente emotivo" Diceva ancora il grande poeta che il tango trasgredisce, porta a trasgredire, e questa è la sua attrattiva. La sensazione di libertà che accende tutti i tipi di emozione, dalla più casta alla più profonda passione, la stessa che lo ha fatto additare come qualcosa di peccaminoso oltre la trasgressione.

Ma il 17 dicembre non sarà proprio così, il flash mob che è stato organizzato per il compleanno del papa alla 16, sarà un grande successo. Cristina Carmorani, l'organizzatrice dell'evento, ha lanciato l'idea su Facebook, ma non pensava che avrebbe attirato l'interesse di migliaia di persone, molte delle quali proprio provenienti dall'Argentina, per questa dimostrazione di affetto.

E se domenica prossima il mondo del tango avrà gli occhi e le orecchie puntate su Roma, possiamo anche ricordare e pensare che probabilmente senza gli italiani il tango non sarebbe esistito.

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