A chi si trova a trascorrere il Capodanno a Roma e magari ama l'Arte, consigliamo di fare una visita ad una delle mostre più belle del 2014, aperta fino al 22 febbraio del 2015: un'antologia dedicata al grande grafico e incisore olandese Maurits Cornelis Escher. Una doppia occasione per il visitatore, quella di ammirare la magnifica architettura cinquecentesca del Chiostro del Bramante, sintesi esemplare di modelli vitruviani e sensibilità estetica rinascimentale, che ospita la mostra, e di vedere da vicino 150 opere tra le più rappresentative dell'artista e intellettuale olandese.

Un ritorno a Roma per Escher, scomparso nel 1974, che, negli anni della sua formazione, visse nella capitale, prima di partire alla volta dell'Italia meridionale e, successivamente, della Spagna, luoghi di cui esaminò con occhio clinico i paesaggi. Una passione per il mondo naturale che l'artista scomponeva nelle sue opere (litografie, xilografie) in forme geometriche dando prova di notevoli virtuosismi tecnici e assecondando un'ossessione per le simmetrie e un contemporaneo horror vacui, per scongiurare il quale era solito giustapporre le sue strutture senza lasciare alcuno spazio vuoto. Una lettura matematica del reale che apriva universi simultanei e scenari onirico-fantastici, tra geografie percettive e geometrie della psiche.

La sua produzione, molto vasta, può essere divisa in quattro periodi: quello dei paesaggi (dal 1922 al 1936), quello delle metamorfosi (1937-1945), quello delle figure impossibili e delle illusioni spaziali (dal 1946 al 1956) e, infine, quello delle serie infinite, dal 1957 al 1970, anno in cui, oramai alle soglie della vecchiaia, appese la matita al chiodo.

La mostra, curata da Marco Bussagli, è aperta tutti i giorni, dalle 10 alle 20 (il sabato e la domenica chiude un'ora più tardi). Il costo del biglietto è pari a 13 euro, il ridotto a 11. Per gli universitari è prevista una promozione: il biglietto per loro (che dovranno presentarsi in biglietteria muniti di libretto) il lunedì costa solo 5 euro e l'audioguida è in omaggio.