Dopo l’esperienza televisiva ad Amici, Frasa torna con Viola, l’inedito presentato nel programma e ora disponibile su tutte le piattaforme. Un brano che unisce sonorità R&B e urban a una scrittura leggera ma sincera, capace di raccontare la parte più tragicomica dei colpi di fulmine senza prendersi troppo sul serio. Non c'è una musa, ma una serie di tentativi andati male trasformati in musica: “Viola” è il racconto di un’imbranataggine che diventa forza, tra ironia, vulnerabilità e quel tipo di cotta che lascia il segno.

Frasa dopo Amici: 'Ciò che porto con me è un insegnamento prezioso'

Frasa si è raccontato a Blasting News dopo l'esperienza ad Amici, breve ma intensa, in un'intervista a Blasting News. L'artista ha ripercorso il suo viaggio nella musica, ma più in generale nell'arte, senza tralasciare la sua carriera di attore. Giovanissimo, ma già con le idee ben chiare su ciò che vuole dal suo futuro e dalla sua carriera

Sei cresciuto tra recitazione e musica. Quando hai capito che quest'ultima sarebbe stata la tua strada principale?

"L’arte è sempre stata al centro della mia vita. Mia mamma è parrucchiera e mio papà macellaio, due lavori che li portano lontano da casa per gran parte delle giornate. Così, da piccolo, o passavo le giornate con mia nonna oppure frequentavo la scuola d'arte e spettacolo” Kaleido Dance” proprio sotto casa.

Lì cantavo, ballavo, recitavo… era il mio mondo, il luogo dove potevo dare libero sfogo alla mia creatività e alla mia infantilità. Crescendo, ho deciso di seguire questa strada in modo più consapevole. Ho iniziato medie e liceo musicali, studiando chitarra, canto e fisarmonica. Nei primi anni del liceo, però, mi sono convinto di voler fare soprattutto l’attore e ho intrapreso un corso professionale. Ma la musica non se n’è mai andata. Anzi, in modo spontaneo è diventata sempre più presente nella mia vita. Cantare non era più solo una passione: era un’esigenza, una necessità. Amo ogni forma d’arte, ma solo con la voce e la musica riesco a sentirmi veramente completo e appagato. La musica, per me, è un linguaggio universale, capace di arrivare a più persone.

La prova del nove? I momenti di afonia durante il percorso. Potrei non recitare per un anno intero senza problemi, ma se non canto nemmeno per due settimane… esplodo".

Invece, del tuo lavoro di attore cosa hai potuto portarti dietro anche nella carriera musicale?

"Negli ultimi anni il mio lavoro di attore è stato al pari di un viaggio dentro me stesso. Io penso che, per far si che chi ascolta possa davvero rispecchiarsi, sia necessario che l’artista compia un gesto fondamentale: guardarsi dentro. Se non mi conosco, cosa ho da raccontare?! Ogni traccia, per me, deve essere autentica. Deve raccontare qualcosa che riguarda davvero chi la esegue, anche se non in prima persona. La recitazione mi ha permesso di capire quanto l'espressione artistica sia meravigliosa.

Trovo veramente affascinante il fatto che questo mestiere ti permetta di rendere qualsiasi cosa “negativa” in positiva. Ho imparato che la verità è la vera bellezza. E che è fondamentale nutrire ogni giorno il bambino che è dentro di noi: quello curioso, spontaneo, sincero. Quello che ci ricorda chi siamo, prima di tutto".

Hai sviluppato una forte consapevolezza emotiva. Ti ha aiutato nell'esperienza ad Amici? Cosa ti è rimasto da questo percorso?

"Sembrerà strano, ma l’esperienza da performer che ho fatto in un villaggio vacanze in Toscana in cui ho lavorato è stato per me molto più di un’esperienza lavorativa, è stata una vera preparazione alla scuola di Amici. Le dinamiche sono incredibilmente simili: vivere 24 ore su 24 con coetanei e non, tutti uniti dalla stessa passione.

Il percorso dentro la scuola però è stato breve, e penso di non aver avuto l’occasione di mostrare completamente la mia vera essenza artistica. Ma ciò che porto con me è un insegnamento molto più prezioso: una consapevolezza più profonda del mondo in cui ho scelto di lavorare, e la fortuna di aver incontrato persone straordinarie che mi hanno arricchito, non solo come artista, ma anche come essere umano. Questa esperienza mi ha insegnato che ogni momento, anche quello breve, lascia un segno. La passione, la determinazione e la sincerità verso se stessi sono gli strumenti più potenti per crescere davvero".

La voglia di continuare a cantare: 'Non vedo l'ora di farvi ascoltare questo nuovo capitolo'

Viola parla di colpi di fulmine disastrosi: qual è l’emozione precisa che volevi far sentire al primo ascolto?

"Volevo che Viola fosse un pezzo simpatico e leggero, uno di quei brani che ti mette subito di buon umore e ti fa sorridere senza pensarci troppo. Racconta un tentativo di approccio pieno di goffaggine ed elementi che lo rendono naturale e realistico, lontano da quell’idea di perfezione che spesso viene raccontata. L’idea era proprio questa: mostrare che non serve essere perfetti per essere interessanti o per far sorridere chi ti ascolta. Ci sono inciampi, esitazioni, sbalzi d'umore... tutte cose che rendono tutto più vero e simpatico.

In Viola volevo anche dare spazio alle diverse sfaccettature della mia personalità. Dal Frasa romantico e impacciato, passando per quello più spavaldo e ironico, fino a quello un po’ nerd o riflessivo: tutto questo emerge nel videoclip ufficiale".

Nel brano ironia e vulnerabilità convivono. In studio qual è stato il momento in cui hai capito che il pezzo funzionava davvero?

"Quando portai in studio la demo di Viola, il mio produttore la ascoltò con attenzione e mi disse, ridendo: “Bella eh, ma in pratica è uno sketch teatrale…”. Avevo campionato personalmente le voci della ragazza – un Frasa tutto al femminile – e il brano conteneva molti più interventi parlati e recitati. Effettivamente, non aveva tutti i torti.

Quello che mi colpì, però, fu rendermi conto di quanto fosse importante trovare il giusto equilibrio. Volevo mantenere la spontaneità, la goffaggine e il divertimento che avevo messo nel pezzo, senza snaturare l’idea di “canzone”. Mi sono reso conto che il pezzo funzionava davvero proprio quando siamo riusciti a raggiungere quell’equilibrio".

Se Viola è nata da cotte che lasciano lividi: il prossimo brano da cosa vuoi che nasca?

"Se Viola nasce da cotte che lasciano lividi, il prossimo brano rappresenterà il passo successivo: una presa di consapevolezza più profonda e conscia del fatto di non riuscire a concedersi ad un’altra persona. Il nuovo pezzo sarà completamente diverso dal primo, sia dal punto di vista testuale che musicale.

Se in Viola emergevano la goffaggine e l’ironia dei primi approcci, qui si esplora un lato più riflessivo e autentico: quelle “pare” che tutti i ragazzi (e non) oggigiorno hanno che impediscono di vivere pienamente e di concedersi all’altra/o. Ma non voglio svelarvi troppo. Non vedo l’ora di farvi ascoltare questo nuovo capitolo, che racconta un lato diverso e più maturo di me".

Quest'esperienza televisiva ha sicuramente lasciato il segno. Adesso cosa ti aspetti dal tuo futuro musicale?

"Assolutamente sì, già prima di entrare nella scuola avevo pronti dei brani totalmente diversi tra loro, che non vedo l’ora di condividere. Negli ultimi mesi sto scrivendo e lavorando tantissimo, cercando nuove idee, sperimentando e approfondendo il mio percorso creativo.

Quello che mi auguro è rimanere sempre me stesso e sincero, continuando a esplorare nuovi strumenti, nuovi suoni, nuove vie di espressione. Sono consapevole che non sarà facile, ma porto con me speranza e determinazione: voglio mettere tutto me stesso per realizzare il mio sogno, vada come vada. Credo davvero che con passione, costanza e sincerità si possano aprire porte inattese, e io sono pronto a seguirle fino in fondo, senza perdere la fiducia in quello che faccio e in ciò che posso diventare".