È il romanzo del momento in Francia. Sta scalando a gran velocità le classifiche di vendita dei Libri d’Oltralpe. Non si tratta dell’ultimo romanzo di uno romanziere famosissimo. È il libro intitolato “Je tape la manche: Une vie dans la rue”, scritto da Jean-Marie Roughol. Roughol è un clochard, un senzatetto che da più di vent’anni vive per le vie di Parigi. In questo libro-verità racconta la propria vita a “porgere la mano”. Da Parigi arriva un’altra bella storia con protagonista un clochard dopo quella di Lionel della scorsa estate.

Jean-Marie Roughol e la sua vita per strada

Jean-Marie ha cominciato a vivere per strada ventisette anni fa. Prima lavorava come cameriere in un fastfood e viveva in un appartamento. Avendo però perso il proprio lavoro è dovuto andare a vivere per le strade di Parigi. E proprio mentre passava una delle sue tante giornate per le strade parigine si è imbattuto in un uomo che, mentre Jean-Marie era intento a porgere la mano per chiedere ai passanti qualche spicciolo, gli ha chiesto di sorvegliare la sua bicicletta.

Quell’uomo era Jean-Louis Debré, il politico francese già Ministro dell’Interno nel Governo di Alain Juppé tra il 1995 e il 1997 e figlio di Michel Debré, Primo Ministro francese dal gennaio 1959 all’aprile 1962.

A questo primo incontro ne sono seguiti altri e tra i due è nato un rapporto particolare di amicizia e Debré ha convinto Roughol a raccontare la propria “vita per la strada”. Il libro è uscito nelle librerie francesi lo scorso 7 ottobre.

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Jean-Marie Roughol non incasserà i propri diritti d’autore se non il prossimo mese d’ottobre. Roughol ha già detto che con quei soldi vuole cercare un appartamento dove poter andare a vivere, abbandonando così la propria vita da clochard. Vita che sta continuando a fare, nonostante abbia incassato un anticipo insufficiente per consentirgli di trovare un posto dove vivere. Finalmente da Parigi arriva una notizia positiva dopo le settimane drammatiche del dopo attentato dello scorso 13 novembre che ha fatto più di sessanta morti.

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