Dopo l'orgoglio provato dalla giuria della 66esima edizione della Berlinale per aver "portato all'attenzione del mondo" Fuocoammare, il docufilm di Gianfranco Rosi, sono arrivati anche i nomi degli altri vincitori della kermesse cinematografica. L'Orso d'argento è andato a Morte a Sarajevo, del regista bosniacoDanis Tanovic, ambientato in una Sarajevo contemporanea, a 100 anni dall'inizio della Grande Guerra. Una pellicola in cui non mancano i colpi di scena, complice lo sciopero del personale dell'Hotel che ospita la commemorazione per i cento anni dallo scoppio della Prima Guerra Mondiale.

L'Orso d'argento per il miglior regista è andato invece alla francese Mia Hansen-Love per il suo L'Avenir.

Dopo la consegna del premio, avvenuta per mano di Alba Rohrwacher, la regista francese ha voluto ringraziare direttamente la presidente della giuria, Meryl Streep, con queste parole:"Non penso che ci sia niente di più bello che ricevere un premio dalle tue mani".

La giuria, a prevalenza femminile, "è stata travolta dalla compassione", soprattutto nel caso di Fuocoammare, pellicola vincitrice di questa 66esima edizione della Berlinale.

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