Non è solo il Salento con le sue ugole multi-platino e le sue variegate e inesauribili risorse artistiche a fare della Puglia la terra più florida per la musica italiana e il suo mercato. Un occhio di riguardo va a Taranto, che dopo 2 colonne inossidabili come Mietta, voce titanica, e Mariella Nava, cantautrice raffinata, ha inanellato 2 nuovi cantautori, già avviati – in netta controtendenza con le politiche discografiche del momento – ad un’escalation lenta ma duratura nel tempo.

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Trattasi di Renzo Rubino e Diodato: il primo, tarantino di nascita, il secondo d’origine.

Entrambi prestigiose rivelazioni dell’ultimo impopolare Festival di Fabio Fazio; entrambi agli antipodi della sempre più forsennata mercificazione da talent, che diseduca l’ascoltatore passivo e falsifica la percezione della realtà musicale attuale, ben più rosea e in movimento di quanto in realtà non appaia. Ora, prima della pubblicazione del loro nuovo album, in programma entro il 2016, si ritrovano a condividere lo stesso palco, e proprio nella loro città.

Renzo Rubino e Antonio Diodato: entro il 2016 il loro nuovo album.
Renzo Rubino e Antonio Diodato: entro il 2016 il loro nuovo album.

Il concerto evento del Primo Maggio di Taranto gli annovera, infatti, tra i suoi protagonisti: Diodato in qualità di direttore artistico con Roy Paci e Michele Riondino, Rubino nelle vesti di ospite musicale. Tra i tanti artisti, rigorosamente di genere maschile, che si esibiranno al Parco Archeologico delle Mura Greche anche Daniele Silvestri e Niccolò Fabi.

Lecce, al contrario di Taranto, è riuscita a strappare una candidatura come 'Capitale europea della cultura 2019'. Poi il titolo è andato a Matera. Ma, al di là del risultato finale, cosa pensi di queste 2 città e del loro modo di rapportarsi alla cultura?

Diodato: Taranto ha problemi più importanti a cui pensare adesso.

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Lecce è indubbiamente una delle capitali europee della cultura. Le rivalità non servono a nulla. Che si pensi a soluzioni immediate in grado di restituire un futuro ai tarantini e alla terra tarantina. È arrivato il momento di prendere decisioni importanti, di scegliere una direzione nuova che tenga in considerazione le nostre radici, la nostra cultura e bellezza, che ci riporti ad essere il Bel Paese.

Rubino: Taranto negli ultimi anni è stata schiacciata da una comunicazione sbagliata, errata, alcune volte volgare.

Perché tutti pensano a Taranto e pensano all’Ilva, a una città distrutta, a una città brutta, invivibile. In realtà Taranto è una delle perle del Sud. Negli ultimi anni è stata maltrattata e violentata da alcuni signori che pensavano più alle proprie tasche, ad arricchirsi, questo è vero. Però Taranto è una perla; bisogna farla conoscere in quanto tale perché è una città straordinaria e bellissima. Quindi bisogna promuoverla come bella città. Anche Lecce è una città fantastica.

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Noi in Puglia abbiamo la fortuna di vivere in un posto incredibile. Tanti paesi diversi tra di loro, ciascuno con un’appartenenza storica molto importante. Io stavo pensando, Ugo, di trasferirmi a Lecce perché comunque è una di quelle città che mi fa star bene solo al passaggio.

L’artista con cui dividi l’intervista: pregi e difetti, canzone preferita e canzone con cui duetteresti.

Diodato: Direi che ha una gran carica sul palco e i suoi brani non sono per niente banali.

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Difetti? È troppo alto. Mi piace molto “Ora”. Duetto? Un pezzo di Fred Buscaglione?

Rubino: Non posso associare difetti ad Antonio perché per fortuna le cose che mi fanno avvicinare ad un artista sono i pregi. Se leggessi i difetti non lo apprezzerei. Di Antonio io adoro la sua potenza vocale, la sua voce, la sua forza e una sensibilità artistica particolare. È uno bravo Antonio e merita di far parte di questo mondo e di starci per tanto, tanto tempo. Ci conosciamo, abbiamo vissuto un’esperienza sanremese sincera. Dopo abbiamo anche duettato assieme: abbiamo fatto “Ritornerai” di Bruno Lauzi. E poi ovviamente c’è “Babilonia”, per il momento è il suo inno, a me piace molto! Oltre ad essere un amico, è un vero artista.

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