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Né documenti confidenziali trapelati, né il presunto “gay lobby” in Vaticano, né altre teorie del complotto, nel libro “Servitore di Dio e dell’umanità. La biografia di Benedetto XVI” pubblicato martedì scorso. L'ex-Pontefice confessa che decisiva per la rinuncia al pontificato è stata la stanchezza fisica dopo il viaggio in Messico e a Cuba e il non sentirsi in grado di partecipare alla Giornata Mondiale della Gioventù prevista a Rio de Janeiro nel luglio 2013.

Il libro include un colloquio avuto con l'autore Elio Guerriero, a cui l'ex-Pontefice racconta :“Dopo aver sentito i medici era diventato chiaro che non sarei stato in grado di essere presente alla Giornata Mondiale della Gioventù.

Anche questa era una circostanza per la quale la rinuncia era per me un dovere". Il Papa emerito afferma di non essersi preoccupato della sua decisione: "Fin dall'inizio ero consapevole dei miei limiti e ho accettato (il papato) come ho fatto sempre nella mia vita, in uno spirito di obbedienza. Poi ci sono state le difficoltà nel pontificato, più o meno grandi, ma c'erano anche tante soddisfazioni. Mi sono reso conto che non potevo fare da solo tutto quello che dovevo, così sono stato costretto a mettermi nelle mani di Dio". 

Nell'intervista con Guerriero, Ratzinger parla anche della Vergine Maria e di alcuni santi, come Sant'Agostino e San Bonaventura, chiamati i suoi “compagni di un percorso di vita”, ma non si dimentica di ricordare il supporto ricevuto allo stesso tempo dalle persone, coloro che gli mandavano numerose lettere ogni giorno, “non solo i grandi di questa terra, ma anche persone umili e semplici cui volevano farmi sapere che mi sostenevano, che pregavano per me." 

"Un grande" che continua a mandare lettere scritte a mano e piccoli regali all'ex-Pontefice è proprio Papa Francesco.

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Ed è stato lui stesso a scrivere la prefazione del libro. Benedetto parla di Francesco come lo ha fatto diverse volte dopo le sue dimissioni, con elogio e tanto rispetto. “L’obbedienza al mio successore non è mai stata in discussione. Ma poi vi è il sentimento di comunione profonda e di amicizia. Prima di intraprendere grandi viaggi, il Papa non manca mai dal farmi visita. La benevolenza umana con la quale mi tratta è per me una grazia particolare di quest’ultima fase della mia vita della quale posso solamente essere grato. Quello che dice della disponibilità verso gli altri uomini, non sono solamente parole. Le mette in pratica con me.”

A sua volta, Papa Francesco scrive nella prefazione che la Chiesa ha “un grande debito di riconoscenza” nei confronti di Joseph Ratzinger per la profondità e l'equilibrio della sua teologia. "Il coraggio e la determinazione con cui ha affrontato situazioni difficili hanno indicato il percorso per rispondere ad esse con umiltà e verità, in spirito di rinnovamento e di purificazione".

Papa Benedetto XVI è nato Joseph Ratzinger il 16 aprile 1927 a Baviera, Germania. Suo padre era un determinato antinazista e per difendersi dal regime di Hitler, Ratzinger è entrato nella Chiesa Cattolica romana, "una cittadella di verità e di giustizia contro il regno di ateismo e l'inganno ", come la descrive lui stesso. Ha servito come Papa dal 2005 al 2013, essere noto per le sue posizioni rigide su cattolicesimo e temi come il controllo delle nascite e l'omosessualità.