Firenze, è stata inaugurata il 23 settembre 2016 presso il Palazzo Strozzi la mostra intitolata Ai Weiwei. Libero, curata da Arturo Galasino. In esposizione più di 60 opere visibili al pubblico fino al 22 gennaio 2017. Ai Weiwei è stato considerato dalla rivista internazionale di arte contemporanea ArtReview “L’artista più importante del mondo”.

Liberi di esprimersi

Icona della lotta contro ogni censura, a favore della libertà di espressione, si è imposto a livello globale con la sua arte provocatoria il cui fil rouge prende le mosse dall’antichità mescolandosi con il mondo contemporaneo.

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Questo forte rapporto tra tradizione e modernità – presente quasi in tutte le opere dell’artista cinese – si può evincere anche dalla scelta del luogo della mostra: Palazzo Strozzi. Si tratta infatti del simbolo per eccellenza del Rinascimento e della storia di Firenze e per questa occasione le finestre del Piano Nobile sono state circondate da 22 gommoni di salvataggio arancioni attraverso cui Weiwei cerca di porre l’attenzione sul tema dei migranti e dei rifugiati.

L’attivismo politico e la ricerca artistica sono gli ingredienti del suo genio creativo, la mostra pertanto è anche un modo per conoscere più da vicino la vita dell’artista.

A tal proposito è opportuno ricordare che nel 2011 Ai Weiwei fu arrestato per aver accusato il governo cinese come principale responsabile della morte di ragazzi e bambini nelle scuole per il Terremoto del 2008. Dopo 81 giorni di carcere, fu liberato su cauzione.

In equilibrio tra i Maestri

Le opere in esposizione spaziano dagli anni newyorkesi (Ottanta e Novanta) durante i quali frequenta due importanti scuole di design e scopre l’arte di Andy Warhol e Marcel Duchamp, alle importanti opere iconiche degli anni Duemila create con la tecnica dell’assemblaggio, fino alle opere più propriamente politiche che hanno segnato gli ultimi tempi della sua attività.

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Il grido di libertà che l’autore lancia al visitatore traspare da ogni angolo del percorso espositivo, a partire dalla carta da parati che circonda le varie sale, dalle opere oversize che invadono lo spazio, dagli oggetti di tradizione cinese rivisitati in una nuova veste, dalle videoinstallazioni e dalle fotografie che colorano le mura interne del Palazzo. La mostra mette in luce il legame dualistico di Ai Weiwei con il proprio paese: un rapporto conflittuale che si divide tra un forte senso d’appartenenza e un altrettanto importante senso di ribellione che denuncia i paradossi del mondo contemporaneo.

 

Orario mostra: Tutti i giorni inclusi i festivi 10.00-20.00. Giovedì: 10.00-23.00 Accesso consentito fino a un’ora prima dell’orario di chiusura.

 Biglietti: Intero: 12,00€; ridotto: 9,50€/8,50€, 4,00€; biglietto famiglia: 22,00€ Ingresso scontato anche per i clienti Trenitalia.