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Fatti in bilico tra il sacro e il profano, storie reali e #leggende. Bella da togliere il fiato, sensuale e straordinaria, Napoli è una donna che non si concede al primo sguardo. Va scoperta… oltre il velo. E oltre il velo, sorprende sempre. Come le passeggiate proposte dal giornalista Marco Perillo, autore di Misteri e segreti dei quartieri di Napoli (ed. Newton Compton).

Incontro con Marco Perillo

#Esoterismo e #Mistero sembrano le parole chiave per scoprire Napoli. Ma c’è anche la storia... 

Storia, mistero ed esoterismo sono proprio i tre cardini sui quali ruota il mio libro. Dieci passeggiate narrative per scoprire scorci, leggende, aneddoti e luoghi spesso dimenticati.

A Napoli i monumenti sono come oracoli e rivelano storie, se solo sappiamo ascoltarle. Parliamo di una città che ha 2500 anni di storia e che abbraccia umori e retroscena di chiunque l’abbia preceduta. Dai greci ai romani, dai bizantini agli austriaci, dai francesi agli aragonesi, passando per gli americani nel periodo della seconda guerra mondiale, chiunque ha preso e dato in questo luogo che è metafora del mondo. 

Esiste un luogo di Napoli che ami in maniera particolare?

Il Rione Sanità. Chiese, anfratti tufacei, strade che sembrano presepi, posti da lasciarti di stucco come il cimitero delle Fontanelle o le catacombe di San Gennaro e San Gaudioso. Il luogo dove è nato Totò. Dove ti sorprendi davanti a una meraviglia barocca come il palazzo dello Spagnolo. Qui riscopri ataviche trattorie dove mangiar bene a poco prezzo.

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Tra tutte quelle che hai scoperto, qual è la storia che più ami raccontare per il suo fascino?

Quella della presunta tomba di Dracula nel chiostro di Santa Maria la Nova, anche perché è una faccenda che ho vissuto in prima persona nel mio lavoro di giornalista. Un gruppo di studiosi sostiene che Vlad III di Valacchia, lo storico impilatore che combatté gli Ottomani e a cui si ispirò Bram Stoker per il suo capolavoro, in realtà non morì in battaglia ma, in base a un’alleanza che aveva col re di Napoli Ferrante d’Aragona, giunse in gran segreto sulle sponde partenopee. Magari non sarà vero, ma se si visita la tomba nel chiostro di Santa Maria La Nova, sulla quale spicca un enorme dragone, si scoprono tanti segni e tante coincidenze. Un mistero che forse non sarà mai del tutto svelato ma che è bello proprio per questo.

Napoli non è davvero solo quello che si vede. Esiste una #Napolisotterranea. Cosa si scopre là sotto?

Un mondo fantastico. Il ricovero bellico di piazza San Gaetano. Il teatro in cui si esibì Nerone. Gli ipogei ellenistici nel borgo dei Vergini. Si transita per quel ventre di storia che è la Galleria Borbonica, fino a quella cava greca di Poggioreale da cui furono estratti i primi blocchi tufacei per costruire le mura cittadine.

E poi una “chicca”: in un luogo mai aperto al pubblico, un ricovero antiaereo sotto i Quartieri Spagnoli, dove ancora c’è l’alcova di una donna che si prostituiva in tempo di guerra e che era molto amata dai suoi clienti (addirittura le dedicavano lettere d’amore scritte sulle pareti).

Napoli e i suoi quattro castelli. Quali storie sono state vissute in quelle stanze reali?

Dove sorge Castel dell’Ovo, la sirena Partenope venne a morire e Virgilio mago custodì il mitico uovo che, mai scalfito, protetto da una gabbia, regge le sorti della città. Il Maschio Angioino è una miniera: dalle strane croci, di templare memoria, scoperte in un camminamento di ronda della Sala dei Baroni, a diversi scheletri di cavalieri apparsi sotto il pavimento. Qui venne a dipingere Giotto. Sant’Elmo reca storie di spettri soldati e di un’eterea dama in rosso che ogni tanto pare si faccia vedere. Castel Capuano è dimora del fantasma di Giuditta Guastamacchia, condannata a inizio ‘800 dopo aver barbaramente ucciso e fatto a pezzi il suo consorte. E poi c’è anche un castello dimenticato: quello del Carmine, importante per la vicenda di Masaniello. Per qualche scrittore sotto le sue torri ci sarebbe una porta sugli inferi.