L’undicesima festa del cinema di Roma è donna! Lo si può affermare con convinzione alla fine dei giochi. Dai documentari ai film di finzione, le donne fanno da padrone. Mentre tra gli incontri ravvicinati c’è solo lei, Meryl Streep, l’ultima grande diva hollywoodiana.Una undicesima edizione che termina con il Premio del Pubblico BNL per il film Captain Fantastic, presentato insieme ad Alice nella Città, e che non ha avuto un reale file rouge, ma filo rosa.

Una Festa del Cinema che non manca di talent ne di film, ma continua a non avere un vero e proprio orientamento e logica. Vuole essere Festa ma non lascia il dovuto spazio al pubblico.

L’undicesima edizione della Festa del Cinema di Roma riscopre l’Italia dei piccoli film, dei piccoli capolavori che avranno purtroppo poco respiro in sala. Film come Le scandalose, Women in Crime di Gianfranco Giagni, Le romane di Giovanna Gagliardo, Maria per Roma di Karen Di Porto e Haiku on A Plum Tree di Mujah Maraini-Melehi.

E tra i titoli “più grandi”: Sole cuore amore di Daniele Vicari, 7 minuti di Michele Placido e Denial di Mick Jackson. In tutti questi titoli l’elemento che salta agli occhi è la grande forza e il grande coraggio delle donne.

Le scandalose sono tutte quelle donne criminali, che in un certo senso hanno commesso gesti ingiustificabili come forma di “emancipazione”. Perché anche la donna può essere criminale!

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Cinema

Le romane sono la rappresentazione dei quartieri romani attraverso le sue donne. Un’indagine antropologica e sociale che rivela gli aspetti femminili della capitale, “lupa e allevatrice”, come dice la regista. Maria per Roma, noto detto romano, è la storia di una borghese con vene artistiche che in sella alla sua Vespa, alla Audrey Hepburn, va alla ricerca di un senso, di una vita. Haiku on A Plum Tree invece è una storia grande.

La storia della famiglia Maraini. La storia di più di una donna. Di una mamma e di tre figlie. Una storia di memoria che spazia dal fascismo italiano ai lager del Giappone, e che risponde alla domanda: chi siamo, da dove arriviamo?

E poi ci sono le donne di Daniele Vicari e di Michele Placido. Nel primo caso una, interpretata da Isabella Ragonese. Nel secondo caso ben undici, e tra queste Cristiana Capotondi, Ambra Angiolini, Fiorella Mannoia.

In entrambi i film si tratta di donne “con le palle”. Donne che combattono per il lavoro e per la vita di tutti i giorni. Nel primo caso c’è una grossa riflessione sul lavoro che può uccidere, e quindi si può morire per lavoro? Nel secondo l’interrogativo è un altro: a quali compromessi bisogna cedere e, soprattutto, perché non fare sentire la propria voce?

E con una donna termina la 11. Festa del Cinema di Roma.

È Juliette Binoche, che arriva sul red carpet per assistere alla proiezione di Il paziente inglese. Uno dei tanti omaggi che questa Festa ha fatto al grande cinema. Una versione restaurata, accompagnata anche dal bel Voldemort di Harry Potter, Ralph Fiennes.

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