"Lasciate ogni speranza voi che entrate...Cerca e trova...L'umanità è la malattia...inferno è la cura...". Dopo "Il Codice Da Vinci", con il segreto svelato su Maria Maddalena; "Angeli e Demoni", con la lotta senza esclusione di colpi tra la setta degli Illuminati e la Chiesa Cattolica, il professore di simbologia religiosa Robert Langdon (tom hanks) è chiamato a risolvere un altro arcano, questa volta ancora più pericoloso dei precedenti. Infatti riguarda il "sommo poeta" Dante Alighieri, la sua Divina Commedia, precisamente la cantica denominata Inferno, la più terribile della sua opera, incentrata sulle indicibili sofferenze patite dai peccatori confinati nei cosiddetti "gironi infernali", e sull'estremo salvataggio dell'intera specie umana.

Ron Howard e il suo "Inferno"

Il film di Ron Howard inizia già dai titoli di testa, con la conferenza dello scienziato esperto di Dante, Bertrand Zobrist (Ben Foster). Stacco repentino e corsa forsennata per il centro di Firenze dello stesso uomo che, inseguito e senza via di scampo, decide di suicidarsi gettandosi da un campanile. Più avanti, scopriremo con l'aiuto di Langdon che Zobrist aveva creato un nuovo virus della peste - Inferno - e che voleva diffonderlo per decimare la metà della popolazione mondiale, per poi ripopolare il nostro pianeta con un ferreo controllo sulle nascite, evitando così future carestie, catastrofi ed estinzioni.

La storia riprende da primi e primissimi piani di Langdon ricoverato in un ospedale di Firenze, con temporanea perdita di memoria e in preda a orribili allucinazioni, date dalla visione di maschere della peste risalenti al periodo medievale dei Medici, di peccatori danteschi come i falsari, affetti dalla scabbia, gli indovini, con la testa ritorta all'indietro, e di animali come i serpenti, rappresentanti la punizione dei ladri.

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Alla ricerca di risposte ancora poco chiare, Robert Langdon (Tom Hanks) è affiancato dalla dottoressa che l'aveva in cura, Sienna Brooks (Felicity Jones), che verso la conclusione della pellicola si scopre essere la fidanzata di Zobrist, quindi ultima speranza per portare a termine la missione omicida del deceduto scienziato.

Inferno, Malebolge e la verità sul virus

"Inferno" prosegue con la spiegazione affascinante di Langdon sul dipinto di Botticelli e sull'ottavo cerchio infernale detto Malebolge o Bolge dei Dannati, dove compaiono lettere che non ci sono mai state, come una "E" sui seduttori frustati dai diavoli, una "C" sulla guancia di un truffatore immerso in un fiume di pece bollente, e una riga di testo in inglese che tradotta significa: "La verità è visibile solo attraverso gli occhi della morte". Tutto ciò è stato aggiunto da Zobrist per avvicinare i personaggi e noi spettatori al nascondiglio del virus, scombinando però il quadro generale originario, assegnando ad ogni lettera un peccato per poi cambiarne l'ordine, come in un anagramma, e la soluzione è "Cerca e trova".

Il film è ritmo accelerato allo stato puro, azione, adrenalina e pathos nel giungere disperatamente a un dunque della narrazione, che poi è solo uno, quello di fare in modo che la peste del nuovo millennio non si propaghi. Accanto a Tom Hanks troviamo ancora gli attori Irrfan Khan (Harry Sims), finanziatore di Zobrist poi passato dalla parte del bene, Omar Sy (Christoph Bouchard), interessato ad entrare in possesso del virus per rivenderlo al miglior offerente, e Sidse Babett Knudsen (Elizabeth Sinskey), dottoressa dell'O.M.S, l'unica in grado di contenere la pandemia.

Inferno e i suoi restanti aspetti tecnico-artistici

Il film di Ron Howard si avvale di splendide panoramiche, come quella dal basso verso l'alto dei maestosi Giardini di Boboli, quella sull'Arno verso Ponte Vecchio, quella su Venezia con un suggestivo scorcio su Piazza San Marco, e quella sulla Basilica di Santa Sofia a Istanbul. Il film è magistralmente sceneggiato da David Koepp, e avvolto dalle sensazionali musiche di Hans Zimmer. È distribuito dalla Warner Bros Pictures.

Voto: 8