Damiano Er Faina è un ragazzo che quasi quotidianamente si mette dinanzi la webcam del suo pc, e con la giusta rabbia dell’italiano medio che si alza la mattina alle 4 e fatica ad arrivare a fine mese, si registra per poi pubblicare il video sui social. Lui tratta qualsiasi argomento che va dallo sport alla cronaca, alla trasmissione televisiva, tratta tutti gli argomenti a braccio con una dialettica molto singolare, la classica dialettica del Romano borgataro che spesso sfocia nel turpiloquio.

I suoi video iniziano sempre con lui che accende una sigaretta e getta l’accendino dietro di lui.

Ma chi è Er Faina?

È un ragazzo poco più che trentenne, che di professione fa il netturbino, si alza tutte le mattine alle 4 per pulire la capitale, ma il suo modo di fare ha conquistato centinaia di migliaia di persone diventando famosissimo sui social, i suoi video vengono condivisi continuamente, accaparrandosi migliaia di Like.

La sua tecnica di comunicazione è vincente, riesce a parlare davvero al cuore delle persone, è uno di noi, uno dei milioni di ragazzi che i problemi li tocca per mano quotidianamente, si nota che nel suo dire c’è il vissuto esperienziale.

Il suo libro si chiama "A regà bongiorno"

Il suo libro, uscito il 15 novembre, tratta dei problemi reali, parla della quotidianità dell’amicizia dell’amore, parla degli argomenti che si trattano in qualsiasi bar delle nostre città, ma la cosa assurda e che è stato addirittura pubblicato dalla Famosa casa editrice Mondadori. Sinceramente non so chi è o chi sono stati gli scrittori che hanno raccolto e trascritto le sue storie, di certo il libro “non è farina del suo sacco”, come citavano le maestre di una volta quando si accorgevano che i compiti a casa non erano fatti dal loro alunno.

I migliori video del giorno

Ma questa storia mi ha colpito, è la classica storia con il lieto fine, è una delle poche storie, che in una crisi del genere ci fa piacere raccontare, sperando che venga presa come esempio da altri ragazzi. Dai tantissimi ragazzi che faticano a trovare un posto di lavoro.