Il titolo completo dello Spettacolo è Amletò (gravi incomprensioni all'Hotel du Nord) ed è nuovamente in scena a Roma al Teatro La Comunità in Via G. Zanazzo, a Trastevere. Le repliche sono previste, finora, fino al prossimo 11 dicembre. Questo perché il flusso del pubblico è in aumento dato che ha avuto un andamento particolare: i primi ad affollare la sala del teatro sono stati quelli che hanno già visto i precedenti allestimenti, per i quali ormai Amletò è un'opera cult, e adesso sta facendo effetto il passaparola e quindi gli spettatori sono al primo incontro con questo lavoro sicuramente originale nel panorama forse troppo consueto dell'offerta teatrale romana dominata com'è dai cabarettisti, dai classici per le scuole e dal teatro di narrazione.

Immergersi nei colori di Shakespeare evidenziati da un fondo nero

La storia è immaginata in una Francia a una passo dalla Seconda Guerra Mondiale dove i parenti terribili di Elsinore arrivano a Parigi e alloggiano nell'hotel su canale di Saint-Martin. Entrando in sala si percepisce immediatamente che l'oscurità non sarà eterna e che non ascolteremo versi o parole memorabili. Infatti il grammelot degli attori offre solo un senso ai suoni e non è l'unico elemento sorprendente. L'utilizzo degli spazi fisici, curati da Carlo De Marino, la scelta musicale, affidata da Davide Mastrogiovanni e quella delle luci, disegnate da Guido Pizzuti, creano un humus liquido o una placenta all'interno della quale emergono e si intersecano i personaggi di un Amleto che possiamo solo vagamente ricordare per essere stati costretti a vederli durante il liceo.

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Il presente è proprio di ciascun personaggio, dove gli attori una volta tanto dimenticano di essere attori e sembrano essere riusciti a essere totalmente nel proprio ruolo simbolo, che si avvicina e allontana dalla forma di umano con ritmo veloce, velocissimo, quasi atomi di un qualcosa da cui non si riesce a trovare una via di uscita.

Gli interpreti di questa edizione

Amletò è Guido Targetti, Claudio è Alessio de Caprio, il Re è Manuel D'Amario e Laerte è Cesare D'Arco. I due consiglieri Guilderstein e Rosencrantz sono rispettivamente interpretati da Federico Citracca e Sonia Bertin. Ofelia è Federica Stefanelli e Gertrude è quella Emanuela Panatta nota al pubblico televisivo e che oggi è anche una scrittrice. Quindi un gruppo con delle nuove figure rispetto alle precedenti edizioni per un'opera che l'autore continua a riproporre e a ritoccare come fece per tanti anni Leonardo con un piccolo quadro. Possiamo quindi dire che Giancarlo Sepe ha una sua Monna Lisa e che si chiama Amleto, anzi, Amletò!