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"Il Sorpasso" di Dino Risi è uno dei film più rappresentativi della commedia italiana e del cinema di tutti i tempi. Il primo vero "road movie" della storia, fonte di ispirazione per molti altri registi, tra i quali ricordiamo Dennis Hopper con il suo "Easy Rider", pellicola che uscì negli USA con il titolo "The easy life".

Sono passati cinquant'anni, ma "Il Sorpasso" resta una storia senza tempo, manifesto strepitoso del boom economico italiano dei primi anni '60. Per la prima volta, la sceneggiatura del film approda al teatro con questo adattamento di Micaela Miano, per la regia di Gugliemo Ferro.

I protagonisti

Nei panni di Bruno Cortona (interpretato dall'immenso Vittorio Gassman) c'è Giuseppe Zeno, attore teatrale napoletano con qualche incursione al cinema e, soprattutto, in televisione.

Ad interpretare il suo contraltare, Roberto Mariani, la giovane promessa Luca Di Giovanni. Lo spettacolo vede anche la partecipazione di Cristiana Vaccaro, conosciuta nel ruolo della simpatica Maddalena della serie tv nostrana "Un medico in famiglia 10": sul palco si cimenta nel doppio ruolo della moglie di Bruno e della zia di Roberto.

Lo spettacolo

Ben oltre 300 spettatori sono stati presenti nella giornata del 24 febbraio al Quirino Vittorio Gassman, un elegante e raffinato teatro ottocentesco nel cuore di Roma, nei pressi della Fontana di Trevi. L'adattamento teatrale riesce a rendere la sensazione e l'idea del "road movie" originale: è tutto un continuo incedere incalzante di fatti e piccole storie brevi, ma intense. Il rapporto tra Bruno e Roberto si consolida fin dall'inizio, uno complementare all'altro: lo scaltro nullafacente e cialtrone Bruno, amante della sua inseparabile auto, una Lancia Aurelia, e Roberto, timido studente universitario in legge.

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Sono le due facce dell'Italia all'epoca dei primi anni '60: quella di Bruno che tenta la scalata sociale scendendo a compromessi e ricorrendo ad ogni mezzo possibile per raggiungere il suo obiettivo, e quella di Roberto, legata ai ricordi ed alle tradizioni, pur essendo molto più giovane dell'amico. Nonostante queste differenze, i due non possono fare più a meno l'uno dell'altro. Sono gli opposti che si attraggono, protagonisti di numerose avventure, ma anche consapevoli di un'Italia che stava per cambiare, dopo essersi gettata alle spalle il passato di una guerra opprimente.

Il palco, diviso in tre sezioni, cambia continuamente scena, ed è molto ben riuscita l'idea della Lancia Aurelia che sfreccia - proprio sulla via Aurelia - con il sipario che, sullo sfondo, dà l'idea della strada in movimento. Tutta la compagnia teatrale appare perfettamente immersa nella trama, e lo spettacolo scorre fluido e in maniera assolutamente piacevole. Una pièce ben riuscita e caldamente consigliata agli appassionati del cinema e del teatro.