Sembra che lo Stato, spesso, non tuteli i suoi cittadini, specialmente quelli più deboli. Lo dimostrano tante storie che la stampa non sempre tratta. C'è un bambino affetto dalla sindrome di Down, Davide, che rischia di non poter mai conseguire la licenza media. Lo ha denunciato la mamma in una lettera inviata al Corriere della Sera. Davide ha nove anni ed è solare e intelligente. Frequenta la seconda elementare [VIDEO] e i suoi maestri sono contenti di lui. Secondo il nuovo decreto di valutazione, oggetto di discussione in Parlamento, il ragazzino non potrà mai ottenere la licenza media.

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Davide riuscirà a coronare il suo sogno?

Un bimbo affetto dalla sindrome di Down, intelligente, caparbio e sereno, non potrà probabilmente coronare il suo sogno per colpa di un decreto.

La mamma di Davide, Lorena, è rimasta esterrefatta quando ha letto la normativa. Allibite anche le associazioni che difendono i disabili. La nuova norma, che potrebbe essere approvata a breve in Parlamento, prevede che i disabili [VIDEO], per conseguire la licenza media, dovranno sostenere prove equipollenti, quindi dello stesso grado di difficoltà. Al momento, i minori disabili sostengono prove diversificate.

Lorena scriverà anche al ministro Fedeli

La nuova normativa penalizzerebbe i disabili perché quelli che non saranno in grado di sostenere le prove equipollenti conseguiranno solo un credito formativo che gli consentirà di accedere alle scuole superiori, ma non la licenza media. Mamma Lorena adesso vuole far sentire la sua voce per difendere un diritto del figlio: scriverà anche al ministro Fedeli per ottenere spiegazioni.

L'obiettivo della mamma di Davide, ora, è vincere una dura battaglia contro le istituzioni. Lorena ha sottolineato che per svolgere alcuni mestieri è necessario almeno la licenza media, quindi suo figlio sarebbe 'fuori dai giochi' se non riuscisse a conseguire tale titolo. Preoccupato per il decreto in discussione al Parlamento anche Nicola Tagliani, membro dell'associazione italiana persone down. Secondo lui, i disabili, con la nuova normativa, avranno problemi ad inserirsi nel mondo del lavoro.