Alzi la mano chi, tra gli appassionati del rock, non possiede l'album live "Made in Japan". Probabilmente nessuno. Molti dei brani pubblicati in quel disco che ha rappresentato il momento migliore dei Deep Purple, saranno suonati da Ian Gillan e compagni al Forum di Assago, alle porte di Milano.

Purtroppo il buon Jon Lord – tastierista raffinato dalle sbandate classicheggianti – è morto qualche anno fa, mentre il chitarrista Ritchie Blackmore - vera icona dell’hard rock - ha da tempo lasciato la band. Nonostante queste assenze, resistono ancora capisaldi come il cantante Ian Gillan, il batterista Ian Paice, e il nome Deep Purple continua ad esercitare un fascino innegabile; il fascino di chi ha scolpito nella storia della Musica brani come "Smoke on the water" (con il riff di chitarra più famoso della storia del rock), "Highway star", "Child in time", "Woman from Tokyo" e "Black night".

Se a tutto ciò si aggiunge che il tour è stato chiamato "The long goodbye" proprio per sottolineare il saluto definitivo – anche se, a dire il vero, l’escamotage viene spesso utilizzato da alcuni leggendari musicisti per poi ritornare sui loro passi – ecco allora che l'appuntamento di Assago assume un significato particolare. Un concerto che seguirà quelli di Roma del 22 giugno al Palalottomatica, e di Bologna il 26 giugno all'Unipol Arena.

"Infinite", il nuovo album

Come se non bastasse, il tour è anche l’occasione per presentare il nuovo album "Infinite", nato nel segno dell’hard rock più classico. Quello che, in fondo, tutti i fan dei Deep Purple vogliono ascoltare. Basta sentire anche solo un brano come "All I got is you" per immergersi nelle tipiche atmosfere della band, con i riff e gli assoli di chitarra di Steve Morse, gli accenni blues e i ricami di tastiere di Don Airey, che a tratti sembrano sfiorare anche il progressive.

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E i Deep Purple non sono solo un gruppo per vecchi rocker: ai loro concerti è facile vedere anche giovani, che ai tempi di "Made in Japan" non erano ancora nati. Il mito della band, che spinse i suoni oltre un certo limite quando ancora l'heavy metal non esisteva, è duro a morire.

Facile prevedere che, ad Assago, i brani chiesti a gran voce saranno soprattutto quelli del periodo d’oro del gruppo inglese, suggellato dalla copertina dorata di "Made in Japan", anche se in seguito i Deep Purple hanno pubblicato altri album di alto livello: uno tra tutti, "Perfect strangers" del 1984.

Per un tuffo nell’hard rock più vero e genuino, l’appuntamento è per il 27 giugno al Forum di Assago per "The long goodbye tour". Con la speranza che, alla fine, più che di un addio si tratti anche in questo caso solo di un arrivederci.