Sergio Leone ed Ennio Morricone lavorano insieme da molti anni quando, nel 1984, firmano rispettivamente regia e colonna sonora di C’era una volta in America. All’uscita nelle sale cinematografiche degli Stati Uniti, 1 giugno di quell’anno, il film non riceve affatto i favori del pubblico. Infatti gli incassi si attestano intorno ai 5 milioni di dollari. Il successo arriverà da lì a poco con la proiezione della pellicola nei cinema europei, soprattutto in Germania (8 milioni di dollari al botteghino) e Italia. La consacrazione definitiva avverrà invece con il passare degli anni. Oggi compare ai primi posti nelle classifiche, di critica e pubblico, dei più belli e visti di sempre.

C’era una volta in America segna la chiusura della “trilogia del tempo”, che era iniziata con C’era una volta il west (1968) e Giù la testa (1971). Il film inizia ambientato nel 1933 e attraverso flashback e flashforward, salti nel passato e nel futuro, finisce nello stesso anno. Narra l’amicizia, i tradimenti, il romanticismo e la violenza in un arco di tempo che va dagli anni 30’ ai 60', con un tuffo anche negli anni 20’. I protagonisti della storia, a volte enigmatica, sono due gangster, Noodles (Robert De Niro) e Maximilian "Max" Bercovicz (James Woods) che operano nell’America anti e post proibizionista.

La teoria del sogno

Le riprese del film vengono fatte a New York, nel quartiere popolare di Brooklyn, nel New Jersey, in Florida, a Parigi e, soprattutto il tema degli anni 20 e 30, negli studi cinematografici di Cinecittà.

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La cena finale tra Noodles e Deborah (Elizabeth Mcgovern) ha invece come sfondo la suggestiva Sala degli Stucchi dell’Hotel Excelsior e l’adiacente spiaggia del Lido di Venezia, il tutto condito dalle struggenti note di Deborah’s Theme del Maestro Morricone.

Nella scena iniziale, che poi è anche quella finale, si vede Robert De Niro fumare oppio in una fumeria cinese. Il suo volto, sorridente e rilassato, risalta nella penombra mentre ricorda la storia di una vita e di un’amicizia tradita. Anni dopo Sergio Leone, in una lezione tenuta al Centro Sperimentale di Cinematografia di Milano, affermerà che Noodles grazie all’oppio ricorda il suo passato attraverso il sogno e immagina il suo futuro. Ne è prova la sequenza del 1968, che include la musica dei Beatles e i discorsi degli hippies, in stazione, sui fatti della guerra del Vietnam e su Jimi Hendrix.