In Second Life, uno dei protagonisti da anni è Daco Monday o meglio Daco, o meglio Daniele Daco Costantin, un paio di anni fa segnalato anche da Il Giornale Off a firma Marina Bellini. Appena uscito un suo ebook (Asino Rosso edizioni, network Street Lib) quasi antologico per la sua produzione artistica ed elettronica globale e che include anche l'intervista prestigiosa di cui prima.

Sull'Arte Virtuale

Di moda alcuni anni fa Second Life, il mondo virtuale della Rete, quasi un esperimento di psicologia elettronica con gli utenti capaci potenzialmente di immaginare come Avatar mondi alternativi anche quotidiani.

Poi una fase di disillusione, nessun boom: in realtà il settore resta attivissimo, più di nicchia che di massa, segnala sempre una delle espressioni della cosiddetta Net Arte (arte col computer) nascenti e più emblematiche del nostro tempo.

Daco colpisce per lo sfondo poco informale o street art, ultimo contemporaneo: nelle sue opere squisitamente digitali è chiarissimo uno sfondo intenzionale che aggiorna soprattutto le grandi lezioni dell'avanguardia storica, futurista e dadaista.

Con Daco l'arte elettronica, spesso pretesa cosiddetta liquida, ritorna invece “solida” e ricca di molteplici significati, oltre il puro piacere estetico o sintetico.

Tra Poesia e Computer Art

Se più noto come artista di Second Life, sezioni dedicate alle sue opere in merito nel libro digitale, Daco nacque ancora negli anni '80 come poeta sperimentale e tutt'oggi sperimenta anche dinamiche d'arte contemporanea (Pittura post espressionista e neometafisica soprattutto) apprezzate.

Un filo costante attraversa globalmente la sua produzione: oltre alle avanguardie del primo novecento, come accennato visibili nelle opere elettroniche pure, in queste sue espressioni parallele di parola e scrittura e immagine più “classiche”, la matrice viene da certa neoavanguardia situazionista o “arte ultima” futurdada, direbbe il teorico contemporaneo Vitaldo Conte.

In generale e infine è doveroso un riferimento anche concettuale alla video art stessa, specialmente a quella del celebre coreano Nam June Paik e al suo straordinario cosiddetto Electro Zen.

Singolare evocazione in Daco, forse non a caso: fa Arte d'avanguardia digitale e vive in un “villaggio” delle Dolomiti bellunesi, paradossi della tecnologia, spesso fortunamente colma di sensibilità nei migliori artisti del duemila.

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